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Libia: Casarini, ‘esposto contro ammiraglio che ammette cooperazione con chi fa deportazioni’ (2)

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(Adnkronos) – “Io non sto lanciando accuse – aggiunge Luca Casarini -ma voglio sapere se questi comportamenti, descritti da un comandante di una missione importante, siano comportamenti che rispettano la legge internazionale e costituzionale. Se cooperare con la deportazione di 20 mila persone in un anno sia una cosa legale oppure no”. “E mi aspetto che anche il ministro della Difesa Guerini, che è cattolico, possa aiutare a fare chiarezza. C’è troppa confusione. Stiamo parlando di persone che cercano di scappare da un inferno”.

“Voglio anche ricordare che la Libia non è un porto sicuro – dice ancora -Tra l’altro questo paese non ha sottoscritto la convenzione di Ginevra. E l’ammiraglio Agostini quando dice che segnala, con i velivoli ‘Irini’, ai libici le barche dei migranti, fa una ammissione. Qui c’è la prima violazione. Perché non possono segnalare i naufraghi a chi non ha un place of safety, cioè un porto sicuro. Chiaramente non sono salvataggi, ma sono catture vere e proprie e i migranti vengono portati nei centri di detenzione, li portano da dove sono scappati”. “L’intervista di Agostini – dice Casarini – rivela che c’è una attività di cooperazione nella deportazione di migliaia di persone, tra cui moltissime donne e tanti bambini, che vengono ricatturate dalla cosiddetta Guardia costiera libica e vengono riportate dal luogo da cui scappano”.

Per Luca Casarini, ci sono “due violazioni”. “Quella della Convenzione di Ginevra e quella di Amburgo”. “Loro non possono segnalare i migranti a chi non ha un ‘pos’, perché la convenzione di Amburgo, sottoscritta dall’Italia, ha rango di legge costituzionale. Non è un trattato, perché devi garantire che il soccorso finisce quando i naufraghi sono assicurati in un posto che rispetta i diritti umani. E la Libia non li rispetta. Come dice l’Onu. Quando i velivoli segnalano alle motovedette libiche, regalate peraltro dall’Italia, una imbarcazione, diventano – per la convenzione di Amburgo – coordinatori sulla scena, quindi non possono più lavarsene le mani”.

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