Passa al contenuto principale
ULTIMA ORA:
Post title marquee scroll
Slow Industry: i nuovi artigiani che producono in casa e vendono nel mondo (e perché è un modello economico, non un hobby)-Zanzare Debug: Google e le 32 milioni di zanzare (e perché è servito il permesso)-Cannabis e legalizzazione: cosa dice davvero lo studio su consumo e dipendenze?-Capsule hotel fuori dal Giappone: dove trovarli in Europa e in Italia-Data center galleggianti? Potremmo alimentare l'AI con l'energia delle onde dell'oceano-Petrolio giù del 24%, diesel solo del 2%: perché benzina e gasolio non scendono come dovrebbero?-Sostanze chimiche nei vestiti? quali sono, i rischi reali e perché lavare i capi nuovi-L'Antartide è "cresciuta"? Cosa dice davvero lo studio (e perché non è la fine del riscaldamento)-Isola del Liri: il borgo del Lazio con la cascata in pieno centro-Il liquido che immagazzina energia come una batteria: l'invenzione della Northwestern University-Blue Leaf: l'ecoinvenzione italiana che cattura la CO2 dentro gli edifici-Prezzo del caffè 2026: perché la tazzina costa di più mentre le quotazioni scendono-La "pillola del microbioma" contro la depressione: cosa c'è di vero dietro la notizia virale-Cubetti di ghiaccio nel WC: il trucco virale funziona davvero? Cosa dice la fisica-Ciclovia del Trasimeno: perché è la più bella d'Italia del 2026 (e come arrivarci)-Prezzi benzina e diesel oggi 22 giugno 2026: tredicesimo giorno consecutivo di calo alla pompa-Insonnia in estate: 7 consigli utili (e basati sulla scienza) per riuscire a dormire-Il fungo mangia plastica: cosa fa davvero la Pestalotiopsis microspora (e cosa no)-Dai rifiuti del mare a risorse industriali: come la blue economy trasforma reti e plastica in materia prima-Frutta congelata d'estate: 7 idee creative e rinfrescanti (in sicurezza) per bambini, animali e antispreco

Lavrov e Witkoff dicono due cose diverse, quanto è vicino un accordo sull’Ucraina?

Condividi questo articolo:

(Adnkronos) – È più vicino alla realtà il ministro degli esteri russo Sergehei Lavrov o l’inviato speciale degli Stati Uniti Steve Witkoff? Oppure, in altri termini, quanto è lontano un accordo che possa portare a un reale cessate il fuoco in Ucraina? Intorno ai negoziati tra Mosca e Washington, con Kiev che ha margini di manovra limitati dalla situazione sul campo e da oltre tre anni di pesantissima guerra in casa, girano le dichiarazioni di giornata che spostano l’ago della bilancia da una parte o dall’altra, secondo l’interpretazione che se ne vuole dare e l’affidabilità presunta di chi le pronuncia.  La sensazione più ricorrente è che finiscano per prevale le logiche della propaganda e dell’opportunità negoziale sulla reale rappresentazione dei fatti. Molto netto il messaggio che arriva da Lavrov: la Russia e gli Stati Uniti non hanno ancora concordato i parametri chiave dell'accordo per una soluzione alla guerra in Ucraina. Il ministro degli esteri russo aggiunge che se ne sta discutendo ma questo sposta di molto poco la sostanza delle cose. Qual è il suo interesse prevalente in questo momento? Stando alle ultime ore, al bombardamento spietato di Sumy e agli attacchi intensi su buona parte del fronte, c’è una riposta più plausibile di altre: alzare il più possibile la posta e guadagnare tempo per allargare sul campo il territorio conquistato e dare una nuova spallata al conflitto.  Un altro elemento piuttosto chiaro di questa strategia è la volontà di isolare ulteriormente l’Europa, che i russi vogliono più lontana possibile dai tavoli su cui si decideranno le sorti dell’Ucraina. Lavrov, per ribadire il concetto, torna sulla retorica che aveva sostenuto l’invasione, quando ancora il Cremlino la chiamava operazione militare speciale. "Tutti questi schemi di mantenimento della pace che i Macron e gli Starmer disegnano si basano sul fatto che ciò è necessario per preservare almeno un pezzo di terra su cui rimarrà il regime nazista, apertamente russofobo, affilato per la prossima preparazione di un'altra guerra contro la Russia", denuncia Lavrov, arrivando ad affermare che l'Europa vuole trovare un "nuovo mezzo Führer" al posto di Volodymyr Zelensky. Denazificare l’Ucraina, considerata un pericolo per la Russia, è l’inversione della realtà mai abbandonata in questi tre anni. Oggi, nella ricostruzione di Lavrov che omaggia la narrazione trumpiana, ci sono gli Stati Uniti che lavorano per far finire la guerra e l’Europa che, al contrario, resta dalla parte di Kiev. "La resistenza dell'Ucraina viene messa alla prova quotidianamente. L'Europa continuerà a sostenere il coraggioso esercito ucraino", ribadisce la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che oggi ha ricevuto il vicepremier ucraino, Mykhailo Fedorov. Quest’ultimo snodo si connette alla posizione americana. L’'inviato speciale degli Stati Uniti Steve Witkoff ha definito i suoi recenti colloqui con il presidente russo Vladimir Putin "convincenti", sostenendo che il presidente russo sarebbe aperto a un accordo di "pace permanente" e prospettando un possibile accordo di pace basato sullo status di "cinque territori". A cosa si riferisce, quali sono i cinque territori di cui parla? È lecito ipotizzare che si stia parlando della Crimea e delle oblast di Donetsk, Luhansk, Zaporizhia e Kherson, parzialmente occupate e dichiarate annesse alla Russia da Mosca già nel 2022. Witkoff dice anche un’altra cosa. “C'è molto di più. Penso che potremmo essere sull'orlo di qualcosa di molto importante per il mondo intero". Parole che lasciano intendere la possibilità di una accelerazione verso una tregua. Ma qual è l’interesse prevalente degli Stati Uniti in questo momento? Donald Trump ha investito molto in termine di comunicazione sulla propria capacità di portare Mosca e Kiev a un accordo che possa mettere fine a una guerra che, ripete con una certa ossessione da mesi, con lui alla Casa Bianca non sarebbe scoppiata. Per questo, sia personalmente sia con i membri della sua amministrazione, vuole mostrare ottimismo rispetto al raggiungimento del suo obiettivo. Resta un tema centrale. Si sta lavorando per un accordo che possa garantire un futuro libero e sicuro all'Ucraina o alla fine la convergenza degli interessi di Mosca e Washington può portare a una resa incondizionata di Kiev? Lo scenario per tutti, a partire dall'Europa, cambia radicalmente in un caso o nell'altro. (Di Fabio Insenga)  —internazionale/[email protected] (Web Info)

adnkronos, ultimora