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Laurea Honoris Causa di Roma Trea Mimmo Cuticchio, maestro dell’arte dei Pupi Siciliani

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Roma, 14 nov. (Adnkronos) – Si svolgerà mercoledì prossimo, 16 novembre, alle ore 10.30 la cerimonia di conferimento della Laurea Honoris Causa in Teatro, Musica, Danza a Mimmo Cuticchio, maestro dell’arte dei Pupi. L’evento si svolgerà presso l’Aula Magna di Lettere (via Ostiense 234/236). Al termine della cerimonia, verrà inaugurata presso il foyer dell’Aula Magna la mostra fotografica “Fare i Pupi – il Maestro Mimmo Cuticchio all’opera” immagini di Dilio Lambertini. La mostra resterà esposta sino al 25 novembre 2022. L’evento rientra nelle celebrazioni del trentennale di Roma Tre.

Alla cerimonia sarà presente il rettore di Roma Tre, Massimiliano Fiorucci, che ha dichiarato: “L’Università degli Studi Roma Tre è particolarmente orgogliosa di poter conferire la Laurea Honoris Causa al Maestro Mimmo Cuticchio per il grande contributo da lui offerto nel panorama culturale nazionale e internazionale. La sua opera dei pupi è ormai famosa in tutto il mondo e porta avanti la memoria di questo teatro nato nell’Ottocento per le classi meno abbienti, insieme all’arte del Cunto, una delle espressioni più autentiche e antiche della tradizione popolare. La sua opera ha permesso di dare una nuova “vitalità” ad un genere che poteva sembrare appartenere al passato, ed ha permesso la valorizzazione della tradizione con nuovi linguaggi e forme calati nella attualità e nella modernità”.

Mimmo Cuticchio nasce nel 1948 a Gela, dove il padre Giacomo, puparo “camminante” (girovago), si era temporaneamente trasferito. Alla tradizione ereditata dal padre si aggiunge una consapevolezza tutta moderna del gioco sottile dello sdoppiamento tra marionetta e manovratore (maniante), nel segno della cultura teatrale novecentesca, tra straniamento e immedesimazione, tra Brecht e Stanislavkij. Nel 1997 fonda e dirige a Palermo la prima scuola per pupari e cuntisti, all’interno della quale conduce laboratori sulla narrazione e sul teatro dei pupi.

Il rapporto di Cuticchio con diverse espressioni della scena contemporanea è inoltre testimoniato dai suoi eterogenei e assidui rapporti col cinema (Coppola, Tornatore, Turturro, Ciprì e Maresco, Ciccio Ingrassia, Crialese), la fotografia, la radio, l’arte contemporanea (Mimmo Paladino), i generi musicali pop (Lucio Dalla, Loreena McKennith).Molti i premi che gli sono stati conferiti, tra i quali il Premio Stegagatto dell’Ente Teatrale Italiano (1991), il Premio Thessaloniki Cultural Capital of Europe (Grecia, 1997), il Premio Ubu (1998), il Premio Hystrio (2007), il Premio Chù’ng Nhan (Hanoi – Vietnam, 2000), il Premio dell’Associazione Nazionale Critici di Teatro (2008), il Premio De Sica (2013) e il Premio Ubu alla carriera (2019). Nel 2018 il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, lo ha insignito del titolo di Commendatore della Repubblica.

“La notizia del conferimento alla mia persona della laurea ad honorem, in Teatro Musica e Danza da parte dell’Università degli Studi Roma Tre – ha commentato il Maestro Cuticchio, che si definisce oprante, puparo e cuntista – ha suscitato in me una grande emozione. Ho sempre saputo, attraverso lo studio, che il Teatro dei pupi che mi onoro di praticare da oltre cinquant’anni, non fosse solo un interesse per studiosi di tradizioni popolari. A partire dai Neurospasta i pupi hanno attraversato i secoli e sono arrivati a noi per continuare a raccontare le storie degli uomini di tutti i tempi. Voglio condividere questo illustre riconoscimento con tutto il comparto del teatro di figura italiano che include, oltre ai pupi, le marionette”.

Le immagini della Mostra fotografica “Fare i Pupi – il Maestro Mimmo Cuticchio all’opera”, immagini di Dilio Lambertini, sono il frutto di un servizio fotografico che l’autore ha realizzato qualche anno fa riprendendo il maestro Mimmo Cuticchio mentre, nel suo laboratorio a Palermo, costruiva una serie di pupi per uno spettacolo sulla spedizione dei Mille di Garibaldi e che si sarebbe intitolato “O a Palermo o all’Inferno”. In quel laboratorio si percepiva tutta la passione con cui Cuticchio e i suoi collaboratori mettevano nel proprio lavoro. Lambertini ne è rimasto affascinato e lavorando al computer le immagini scattate, ha voluto rendere, intervenendo sulle luci e sui colori, proprio quell’atmosfera calda, accogliente e fantastica che si percepisce nel piccolo laboratorio del Maestro, trasformando così quelle immagini più in illustrazioni che non in foto di un reportage giornalistico.