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La figlia di Cuffaro supera prima prova concorso magistratura

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Palermo, 27 mag. (Adnkronos) – Totò Cuffaro, l’ex Presidente della Regione siciliana, condannato per favoreggiamento aggravato a Cosa nostra e rivelazione di segreto istruttorio, potrebbe avere presto un magistrato in famiglia. La figlia Ida, come apprende l’Adnkronos, ha infatti superato gli esami scritti per diventare magistrato. Il suo nome è tra lo striminzito 5,7 per cento degli aspiranti giudici ammessi agli orali nell’ultimo concorso in magistratura. Dei 3.797 candidati che si erano presentati l’estate scorsa per sostenere le prove scritte, sono stati ammessi all’orale infatti solo in 220 su 310 posti disponibili, e tra loro c’è proprio Ida Cuffaro. “Io sono molto orgoglioso della scelta di mia figlia – spiega Cuffaro interpellato dall’Adnkronos – perché testimonia la grande e ostinata fiducia che mia figlia ha nella giustizia, d’altronde come la mia”. “E ritengo che la scelta di Ida sia la sconfitta della mia sconfitta”. E aggiunge: “Io condivido pienamente la scelta di mia figlia di volere fare il magistrato perché è la cosa più bella che potesse fare, una scelta di legalità”. E poi aggiunge: “Io so che lei non vorrebbe che io ne parlassi, non ama stare al centro dell’attenzione”.

In questi giorni, in occasione del trentennale della strage di Capaci, in cui morì il giudice Giovanni Falcone con la moglie Francesca Morvillo e i tre agenti di scorta, il nome di Cuffaro, insieme con quello di Marcello Dell’Utri, è finito nell’infuocata campagna elettorale per le Elezioni amministrative di Palermo. Il candidato del centrodestra, Roberto Lagalla, infatti è sostenuto proprio da Cuffaro e Dell’Utri. Cuffaro ha anche una lista a sostegno dell’ex rettore dell’Università di Palermo e avrebbe ottenuto l’ok per una assessora vicina a lui, Antonella Tirrito, in caso di elezione di Lagalla.

A condannare l’endorsement di Cuffaro e Dell’Utri a Lagalla è stato, tra gli altri, Alfredo Morvillo, fratello della moglie di Falcone. Ma anche la sorella del giudice ucciso dalla mafia il 23 maggio del 1992 a Capaci. “A trent’anni dalle stragi la Sicilia è in mano a condannati per mafia, c’è chi strizza l’occhio a personaggi condannati. C’è una Palermo che gli va dietro, se li contende e li sostiene. Nessuno nega il diritto a Cuffaro di continuare a vivere e a fare tutto ciò che vuole, per carità, ha scontato la pena e nessuno dice che deve tornare in galera. Il problema non è lui, sono gli altri che lo corteggiano e lo inseguono“, ha detto Alfredo Morvillo. Ma Cuffaro replicò subito: “Nonostante la sua autorevole considerazione, che rispetto ma che con educazione non condivido, credo di avere il diritto costituzionalmente riconosciutomi e forse anche il dovere di vivere la mia vita da libero e coltivare il mio impegno politico e sociale dopo avere pagato i miei errori con grande sofferenza”. E sull’anniversario di Falcone ha detto pochi giorni fa: “Io il 23 maggio sarò fra le migliaia di palermitani che si fermeranno a pregare per Giovanni Falcone, perché è un eroe di tutti e guai a farlo diventare un eroe di parte”.

Adesso, Cuffaro, mentre è impegnato in questa tornata elettorale alle amministrative con la Dc nuova, si potrebbe trovare, a breve, se la figlia dovesse superare gli esami orali, con un magistrato i famiglia. La figlia Ida.

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