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Jobs Act, Renzi: “Non cambio idea, se qualcuno vuole abiura ha sbagliato persona”

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(Adnkronos) – "Non mi stupiscono le posizioni di chi come Schlein e Landini sono contro il JobsAct esattamente come erano contro il JobsAct Meloni e Salvini. Dai Cinque Stelle a Forza Italia tutti hanno dato un racconto del JobsAct volutamente falso. Cos’era il JobsAct? Lo slogan di una politica economica, quella del mio governo e di quello Gentiloni". Lo scrive Matteo Renzi nella enews, a circa un mese dal referendum dell'8-9 giugno che di fatto punta a smantellare parti del Jobs Act.  "Cosa c’era dentro questa politica economica? (…) scelte che hanno segnato una stagione positiva per l’economia italiana. Io le difendo tutte, per forza: erano le mie riforme. Le ho pensate, le ho volute, le ho votate. Ovvio che ora le difendo. Cosa fa la Cgil? Vuole mettere il lavoro al centro del dibattito. E per farlo polemizza con le mie riforme anche perché la Meloni di riforme non ne fa: lei fa i tweet, non le riforme. E dicono: votate contro il JobsAct. Ma in realtà votano contro singole norme. E sia chiaro: se passa il referendum, non torna l’articolo 18. Torna la legge Monti. Ok? Questa è la verità. Di cui nessuno sembra interessarsi", prosegue l'ex premier.  "Se vogliamo insistere sul passato: io difendo il mio passato. Deve essere un messaggio forte e chiaro amici miei. Difendiamo le politiche economiche di dieci anni fa come difendiamo la scelta di Mario Draghi; difendiamo le unioni civili come le battaglie per il Terzo settore; difendiamo gli investimenti in valori, cultura e scuola come difendiamo la battaglia per la flessibilità. Ok? Io non ho nessun motivo per cambiare idea sul passato. Se qualcuno vuole l’abiura ha sbagliato persona. Io non sono uno che abiura per dieci seggi in Parlamento, chiaro? Io voterò NO al referendum sul JobsAct. E non cambio idea su nulla, anzi sono orgoglioso delle mie battaglie. Ma il ragionamento che serve per chi fa politica è diverso", sottolinea il leader di Italia Viva. "Mi colpiscono i miei amici riformisti del Pd cui la segreteria ha detto: o votate sì o non avete spazio nelle liste alle prossime elezioni. Il fatto che il Pd abbia detto di votare sì è la prova certificata che il Pd non è più quello di prima. E a me va benissimo che sia così: siamo venuti via dal Pd perché non sentivamo più quella come casa nostra. Il Pd è cambiato. Bene. Per vincere il Pd ha bisogno anche dei riformisti di centrosinistra. Se non c’è una componente di riformisti le prossime elezioni le vince la Meloni. Allora la cosa è semplice: noi siamo diversi dal Pd", scrive ancora Renzi. "Voglio evitare che Giorgia Meloni sia il futuro dell’Italia. Per farlo c’è solo un modo: costruire una coalizione di centrosinistra dove ci sia spazio per i riformisti come per i più radicali. Altrimenti vince la Meloni. Guardate il Regno Unito. Quando i leader di sinistra radicale hanno voluto espellere i riformisti (è successo con Ed Miliband e con Jeremy Corbyn), ha vinto la destra. Quando i leader di sinistra hanno tenuto insieme tutti, con Blair e Starmer, hanno vinto i laburisti. Ma guardate anche l’Italia, amici miei", afferma Renzi. "In Liguria non ci hanno voluti, e hanno perso. Scommettiamo che stavolta a Genova vinciamo? Casualmente non hanno messo veti, stavolta. Scommettiamo che finisce diversamente dalle regionali? O dalla Basilicata? Ieri intanto a Trento il centrosinistra ha vinto anche grazie alla lista riformista e Roberto Sani, colonna di Italia Viva con Donatella Conzatti, è entrato in Consiglio Comunale". "Ricapitolando: no, io non sono come quelli che pur di fare un altro giro tradiscono le proprie idee. Non tradisco il mio passato. Ma non voglio tradire il futuro dei miei figli e dunque non penso sia giusto che rimangano al governo i Lollobrigida, i Salvini, i Giuli. Prima li mandiamo a casa, prima facciamo un servizio al Paese. Ai riformisti dico: le porte di Italia Viva sono aperte. Noi vogliamo costruire una coalizione in cui il peso delle nostre idee conti. Senza di noi si perde, lo abbiamo visto. E non perché noi siamo chissà che. Ma perché una coalizione eccessivamente spostata a sinistra è la migliore alleata possibile di Giorgia Meloni". "Giorgia Meloni non è il passato, purtroppo. Giorgia Meloni è il presente dell’Italia. E secondo me non è capace di guidare il Paese. Si può dire o parte la solita cantilena del vittimismo sessista? Io non la ritengo capace. E domani al question time (ore 13.50, Senato) glielo ricorderò gentilmente di persona", sottolinea. —[email protected] (Web Info)

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