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Iran e il paragone di Trump, sopravvissuti Hiroshima e Nagasaki: “Parole oltraggiose”

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(Adnkronos) –
Hibakusha contro Donald Trump. I sopravvissuti delle bombe atomiche sul Giappone attaccano il presidente degli Stati Uniti, che ha definito risolutivi per il conflitto i raid in Iran, paragonandoli a Hiroshima e Nagasaki. "Come hibakusha, credo che qualsiasi attacco alle strutture nucleari sia assolutamente inaccettabile. Inoltre, l'idea di lanciare un attacco preventivo contro un altro Paese, semplicemente perché potrebbe sviluppare armi nucleari, è profondamente problematico dal punto di vista del diritto internazionale e riflette la logica arrogante delle grandi potenze", dice all’Adnkronos Toshiko Tanaka, sopravvissuta alla bomba atomica su Hiroshima.
 Toshiko Tanaka a Hiroshima ci è nata, nel 1938, e aveva appena 6 anni quando la bomba atomica fu sganciata sulla sua città, subendo le ustioni e i danni delle radiazioni. “Tutti i miei compagni di scuola sono stati uccisi”, ricorda. Lei stessa rimase gravemente ustionata. E sulle parole di Trump non ha dubbi, e qualcosa si sente di dover ‘correggere’. “L’affermazione del presidente Trump secondo cui la bomba atomica ha posto fine alla guerra con il Giappone è imprecisa. Il Giappone aveva già perso la maggior parte della sua forza militare e si stava avvicinando alla sconfitta, a prescindere. Si ritiene che il lancio di due diversi tipi di bombe atomiche, una basata sull'uranio su Hiroshima e l'altra sul plutonio su Nagasaki, non sia stato solo un esperimento con nuove armi, ma anche una dimostrazione di potere al mondo”, sottolinea.  “Detto questo, non importa quanto crudele o ingiusto possa essere stato il metodo, se avesse davvero posto fine alla guerra, allora, almeno come hibakusha, avrei provato un senso di sollievo”, conclude Toshiko Tanaka. Ad opporsi "alla politica di risoluzione del governo degli Stati Uniti, rappresentato dal Presidente Trump" è anche la Nihon Hidankyo, la Japan Confederation of A and H Bomb Sufferers Organizations, l'organizzazione giapponese che rappresenta gli 'hibakusha' di Hiroshima e Nagasaki, Nobel per la pace nel 2024. "Il 21 giugno 2025, il presidente Trump, in un discorso alla nazione, ha annunciato il 'grande successo' dell'attacco Usa al principale impianto di produzione nucleare dell'Iran e che, a seconda della risposta dell'Iran, sarebbero stati perpetrati ulteriori attacchi. Si è trattato di un atto e di un'affermazione oltraggiosi – dichiara all'AdnKronos Tanaka Hisami, rappresentante della Confederazione – un'azione completamente opposta alla precedente posizione del presidente Trump, che si era espresso per una risoluzione pacifica del conflitto tra Iran e Israele".  "L'Aiea, l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica – sottolinea Tanaka Hisami – ha stabilito che l'Iran non sta sviluppando armi nucleari, per cui questo atto deve essere considerato una violazione della Carta delle Nazioni Unite, del diritto internazionale e anche del Trattato sulla Proliferazione delle Armi Nucleari". Inoltre, continua il rappresentante della Nihon Hidankyo, "con l'attacco 'preventivo' degli Stati Uniti, la teoria della deterrenza nucleare, secondo la quale il possesso di armi nucleari da parte di alcuni Stati dissuaderebbe altri paesi da eventuali attacchi preventivi, è crollata", dice ricordando anche la minaccia russa di ricorrere ad armi nucleari contro l'Ucraina e le dichiarazioni del governo israeliano sull'uso di armi nucleari nella Striscia di Gaza. "Questi e altri eventi stanno minando il 'tabù nucleare'", sottolinea Tanaka Hisami, ricordando il Premio Nobel per la Pace assegnato nel 2024 alla Confederazione degli hibakusha per aver "contribuito enormemente all’istituzione del tabù nucleare" e il cui obiettivo è quello di costruire, anche grazie alle testimonianze dei sopravvissuti, una forte opinione pubblica contro l'uso di armi nucleari.  La Confederazione Giapponese delle Organizzazioni delle Vittime della Bomba Atomica e delle Bombe a Idrogeno ricorda di avere "costantemente denunciato la disumanità delle armi nucleari e ne ha chiesto la proibizione e l'abolizione" e di avere "cercato di costruire un mondo pacifico senza armi nucleari o guerre" chiedendo "una soluzione attraverso negoziati diplomatici approfonditi e pacifici". "Ci opponiamo alla politica di risoluzione del governo degli Stati Uniti, rappresentato dal Presidente Trump, e chiediamo un immediato cambiamento di politica", ribadisce Tanaka Hisami. (di Stefania Marignetti) —internazionale/[email protected] (Web Info)

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