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Iran, ambasciatore a Roma: “Israele vuole guerra regionale, no negoziato con Usa sotto bombe”

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(Adnkronos) – La guerra tra Israele e Iran rischia di allargarsi nella regione perché questo è "l'obiettivo" di Tel Aviv, la cui "aggressione" viola il diritto internazionale. Lo afferma in un'intervista all'Adnkronos l'ambasciatore iraniano a Roma, Mohammad Reza Sabouri, cinque giorni dopo i primi raid israeliani sulla Repubblica islamica che hanno innescato una serie di attacchi reciproci, portando la tensione in Medio Oriente alle stelle. Nell'intervista, Sabouri sottolinea che l'Iran non è disposto a negoziare nel mezzo dei raid, ma una volta messe a tacere le armi è pronto a "qualsiasi accordo con gli Usa che non preveda la rinuncia al nucleare per scopi civili" e parla del ruolo "costruttivo" dell'Italia, esortandola a fare di più per mettere fine alla guerra, ma anche di un'eventuale mediazione della Russia. Per l'ambasciatore, Israele ha colpito l'Iran essenzialmente per raggiungere due obiettivi, il primo dei quali è "eliminare le opportunità di dialogo e negoziazione" ed "interrompere il processo diplomatico" in corso tra Teheran e Washington. Non a caso Israele ha colpito "appena due giorni prima" dell'inizio del sesto round di negoziati con gli Usa previsto in Oman e "siamo dispiaciuti che anche gli Stati Uniti abbiano assecondato questa azione". "Naturalmente parlare di negoziati in mezzo a un'aggressione è privo di significato. Non si può pretendere di negoziare e allo stesso tempo difendersi da un'aggressione", spiega Sabouri, ribadendo che la Repubblica islamica ha chiarito più volte che è pronta a "qualsiasi accordo con gli Stati Uniti che includa il non possesso da parte dell'Iran di armi nucleari. Ma se l'accordo punta a privare l'Iran del suo diritto all'uso dell'energia nucleare con scopi pacifici , ovviamente non siamo disposti a negoziare".  Il secondo grande obiettivo di Israele è allargare il conflitto in Medio Oriente, uno scenario di "instabilità e insicurezza" che la Repubblica islamica cerca di scongiurare anche se "nessuno può impedire che il fuoco si propaghi". Sabouri dice chiaramente che "il regime sionista sta cercando con tutte le sue forze di rendere la regione insicura e di scatenare una guerra regionale" e dal momento che "pensa che il nuovo ordine regionale possa emergere dal caos, sta facendo tutto il possibile per trascinare la regione nella confusione". Per impedirlo, sostiene il diplomatico, è importante un'azione dell'Europa che deve compiere "ogni sforzo per porre fine alla violenza e ai conflitti". In questo contesto l'Italia, "che ha un grande interesse nella stabilità regionale", può svolgere un ruolo importante. Ricordando i due colloqui telefonici avuti da venerdì scorso dal titolare della Farnesina, Antonio Tajani, con il suo omologo iraniano, Abbas Araghchi, Sabouri ha evidenziato che "l'Italia ha cercato di ridurre le tensioni nella regione e di contribuire al processo di dialogo e negoziazione. Sebbene queste misure costruttive siano assolutamente necessarie, crediamo che non siano sufficienti". Per l'ambasciatore, tutti i Paesi, compresa l'Italia, devono "condannare con fermezza e inequivocabilmente le azioni aggressive del regime sionista, che costituiscono una grave violazione del diritto internazionale", ed in particolare gli attacchi agli impianti nucleari iraniani che potrebbero avere "conseguenze" per tutta la comunità internazionale. Sull'ipotesi di una mediazione del Cremlino, Sabouri ricorda che "in tanti hanno avanzato proposte di mediazione o facilitazione per porre fine al conflitto, sia prima che soprattutto dopo il brutale attacco israeliano. Anche la proposta russa è molto importante in questo senso. Date le relazioni strategiche tra la Repubblica islamica dell'Iran e quel Paese, potrebbe essere considerata una delle opzioni", anche se "per natura il regime sionista non è alla ricerca di una soluzione pacifica, né di pace e stabilità". L'ambasciatore iraniano rimarca quindi il diritto "legittimo" del suo Paese a difendersi davanti a una "palese aggressione" sulla base dell'articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite", evidenziando tuttavia che "se gli attacchi si fermano, anche le nostre reazioni si fermeranno". Per Sabouri, "l'aggressione del regime sionista contro l'Iran è una continuazione della violazione delle leggi e delle norme internazionali da parte di questo regime negli ultimi 80 anni". Israele è stato "il più grande violatore dei diritti e delle norme internazionali e della Carta delle Nazioni Unite, incluso il diritto umanitario internazionale e i diritti umani e, a mio avviso, l'attacco militare illegale del regime sionista contro l'Iran rappresenta un attacco all'intera struttura delle Nazioni Unite e una minaccia seria alla pace e alla sicurezza internazionale". "Ovviamente – conclude – questo regime criminale cerca di giustificare la sua aggressione militare definendolo 'difesa preventiva' per evitare la presunta minaccia imminente proveniente dall'Iran. Tale concetto non è concepito dal diritto internazionale né dalla Carta delle Nazioni Unite". —internazionale/[email protected] (Web Info)

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