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Ippica: gruppo ippodromi associati, no a taglio sovvenzioni o impianti chiuderanno

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Roma, 18 nov. – (Adnkronos) – “Senza alcun preavviso e contraddittorio con il ministero competente, le Società di Corse, aziende private che gestiscono gli ippodromi italiani per conto del Mipaaf che ne regola e determina completamente l’attività hanno appreso ieri dal disegno di legge N 2448 del bilancio previsionale dello Stato 2022-2024, pubblicato sul sito internet del Senato, che al capitolo 2297 ‘Sovvenzioni per le società di corse per l’organizzazione delle corse ippiche….’ è previsto, per l’anno 2022, uno stanziamento di appena 40 milioni di euro rispetto ai 46,5 milioni di euro dell’anno 2021. Nelle note si legge che ‘lo stanziamento è stato ridotto per tener conto delle riduzione delle entrate relative ai giochi ippici'”. Così in una nota il gruppo ippodromi associati che lamenta il taglio delle sovvenzioni con il conseguente rischio di diverse chiusure di impianti.

“Tale assurda ed ingiustificata riduzione di risorse -prosegue il comunicato-, in un momento come questo che vede il paese impegnato in una ripresa economica stimolata anche dai fondi europei e dal necessario intervento dello Stato, è il colpo di grazie ad un comparto che già da anni sopporta importanti perdite in attesa di una riforma del settore più volte disposta dal Parlamento e mai attuata dalla colpevole inerzia di una struttura ministeriale che ha fatto decadere due Leggi Delega pur di mantenere il controllo delle risorse che la legge assegna al settore e con questo la loro arbitraria allocazione”

“Non si spiega -si legge ancora nella nota- altrimenti il perché di una scelta voluta e precisa che contraddice l’intera politica nazionale “non è il momento di chiedere ma di dare” penalizzando a parità di risorse assegnate all’ippica il solo comparto degli ippodromi che oltre ai maggiori costi sostenuti nel 2021 (energia, carburanti, oneri di gestione in emergenza Covis) ha visto ridursi in maniera quasi totale le poche entrate da pubblico e scommesse causa il lungo periodo di corse a porte chiuse pur di permettere agli operatori di continuare la loro attività. Lo stesso comparto che solo nel 2020, in piena emergenza ha investito oltre cinque milioni di euro su sollecitazione del Ministero stesso in ottica di partenariato pubblico-privato”.

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