Industria: As Mediobanca, ‘nel 2021 giro d’affari multinazionali +20,6%’ e +15% pre-pandemia
Milano, 7 apr. (Adnkronos) – Il giro d’affari delle maggiori multinazionali industriali mondiali è in ripresa del +20,6% sul 2020, superando del +15,0% i livelli pre-pandemici. E’ quanto emerge dal report dell’Area studi di Mediobanca “Le multinazionali industriali mondiali fra pandemia e guerra”. Lo studio analizza i conti annuali di 215 multinazionali industriali mondiali, con ricavi complessivi per 10mila miliardi nel 2021 e capitalizzazione pari a 26,2mila miliardi a fine marzo 2022.
Produttori di aeromobili e automotive sono gli unici comparti ancora in sofferenza (rispettivamente -22,4% e -2,6% rispetto al 2019), mentre new economy high tech risultano in continua progressione: rispetto al 2019, si distinguono i gruppi del WebSoft in accelerazione del +50,1%, seguiti a distanza dall’industria dei Pagamenti Digitali (+27,2%), dall’elettronica (+24,6%) e dalle case farmaceutiche (+22,9%). Anche le multinazionali metallurgiche segnalano una crescita importante (+20,9%), sostenuta dalla ripresa della domanda e dall’aumento dei prezzi. Aumenti inferiori alla media, ma comunque a doppia cifra, per l’industria alimentare (+11,8%) e la GDO (+11,0%). Più contenuta la crescita di Media&Entertainment (+6,6%) e dei gruppi delle bevande (+5,6%), moda (+5,4%), telecomunicazioni (+5,1%) e Oil&Gas (+2,2%).
Anche l’incidenza del margine operativo netto sul fatturato (ebit margin) delle multinazionali è in ripresa al 17,6% rispetto al 15,8% del 2019 (+1,8 p.p.). La redditività premia il settore dei Pagamenti 2 Digitali con l’ebit margin più elevato nel 2021 (29,2%; -5,0 p.p. sul 2019), seguito da quello delle case farmaceutiche (24,2%; +1,6 p.p.) e dei colossi dell’Oil&Gas (23,8%; +4,7 p.p.). Redditività sopra la media anche per l’elettronica (20,7%; +4,3 p.p.), la metallurgia (20,0%; +14,7 p.p.) e l’industria delle bevande (19,3%; -2,5 p.p.).
Torna in positivo l’ebit margin dei produttori di aeromobili che resta il settore meno redditizio nel 2021 con l’1,8% (+2,7 p.p. sul 2019). Nel 2021 gli investimenti segnalano un incremento medio del +10,1% sul 2019, con importanti progressioni per le WebSoft (+72,4%), seguite a lunga distanza dai gruppi dell’elettronico (+38,9%), dell’alimentare (+31,3%) e dell’industria dei Pagamenti Digitali (+29,3%). Investimenti in calo a doppia cifra per i produttori di aeromobili (-29,5%), per i colossi dell’Oil&Gas (-22,0%), per l’automotive (-18,6%) e per i gruppi della moda (-14,7%), settori che hanno ulteriormente differito i loro progetti in attesa di riproporli in uno scenario futuro normalizzato, oggi messo ulteriormente in discussione dal conflitto bellico.
Per quanto riguarda la struttura finanziaria si evidenzia un miglioramento, quale risultato dell’incremento dei mezzi propri (+11,8%) e, in misura inferiore, della contrazione dell’indebitamento (-1,0%). Il rapporto debiti finanziari/capitale netto tocca ora quota 76,4% (dall’87,8% di fine 2020, – 11,4 p.p.). Nel 2021 a ricorrere maggiormente alla leva finanziaria è il settore dell’automotive (rapporto debiti finanziari/capitale netto pari a 143,6%), l’industria delle bevande (119,4%) e la GDO (103,6%). Di contro, i comparti con la migliore solidità patrimoniale sono l’elettronico, le WebSoft, il metallurgico e l’Oil&Gas. Dopo che nel 2020 era stato costituito un buffer di liquidità, attraverso nuovi debiti, per contrastare le incertezze dello scenario economico, nel 2021 la liquidità cala del 2,4% sull’anno precedente.

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