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In Italia ogni anno 5 neonati vengono uccisi dalle madri, lo psichiatra: “Negano la gravidanza”

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(Adnkronos) – Le donne che si macchiano di un terribile reato come il "neonaticidio, così chiamato perché il bambino viene ucciso nelle prime 24-48 ore dalla sua nascita, sono pochissime". In Italia ci sono "5-6 casi di neonaticidi all'anno, fortunatamente un numero contenuto. A commetterli sono sempre giovani donne, non sposate, senza lavoro né affetti e appoggio familiare. I loro rapporti con le famiglie sono spesso conflittuali e degradati. Ma soprattutto sono donne che negano la gravidanza a loro stesse e ai familiari, tanto da volersene liberare nel più breve tempo possibile". È l'analisi dello psichiatra Claudio Mencacci, co-presidente della Società italiana di neuropsicofarmacologia (Sinpf) e direttore emerito di Psichiatria dell'Asst Fatebenefratelli-Sacco di Milano, che all'Adnkronos Salute prova a spiegare cosa scatta nella mente di una giovane donna tanto da spingerla a uccidere il suo neonato. Un reato di cui è accusata una 25enne di Reggio Calabria che nel 2024 avrebbe soffocato i due gemelli appena partoriti e che, secondo gli inquirenti, già nel 2022 avrebbe partorito e soppresso il corpo del neonato appena dato alla luce. "A differenza dell'infanticidio, commesso dalla madre entro l'anno di vita del bambino, e del figlicidio, dopo 1 anno di vita – precisa Mencacci – la donna che uccide il neonato entro un brevissimo lasso di tempo non è affetta da depressione post partum o da depressione delirante, non ha la sindrome di Medea, semplicemente nega la gravidanza e fa di tutto per liberarsene in 1 o 2 giorni. Lo testimonia anche un altro caso di cronaca a Vignale di Traversetolo, nel Parmense", dove una 22enne è accusata di avere ucciso i suoi due neonati tra il 2023 e il 2024 e di averli sotterrati nel giardino della villa di famiglia. "Parliamo di gravidanze non desiderate e negate, nel senso che la donna non riconosce, non accetta di essere incinta – sottolinea l'esperto – Adesso, nel caso di Reggio Calabria, bisognerà sottoporre la 25enne a perizia psichiatria per capire se il neonaticidio che ha commesso è avvenuto mentre era in uno stato di dissociazione oppure di choc oppure di negazione totale della gravidanza. La motivazione che l'ha spinta? Liberarsi del problema, perché subito dopo la nascita dei due gemelli li ha soffocati, abbandonati e occultato i loro corpi". Secondo il codice penale "per l'infanticidio la donna rischia dai 4 ai 12 anni di reclusione. Verrà seguita dal punto di vista psichiatrico. Per lei ora si apriranno le porte delle Rems, Residenze esecuzione misure sicurezza, ma bisognerà stabilire se ha agito da sola o se è stata aiutata da un complice", conclude Mencacci.  
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