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Imprese: Cna Lombardia, ‘regione leader in Europa per crescita, ma calano artigiane’

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Milano, 1 lug.(Adnkronos) – La Lombardia si conferma regione leader in Europa nella crescita 2019-2023 sotto diversi aspetti: in primis per il Pil che con il +5% stacca le varie concorrenti come Fiandre (unica a tenere il confronto con un +4%), Baviera, Catalogna, Renania e altre. Ma anche sul fronte degli investimenti e dell’export la regione si conferma in prima linea con una crescita a doppia cifra rispettivamente del +25% e del +28%. Nota stonata la perdita del 3,6% di imprese artigiane. Sono questi alcuni dei dati presentati durante il Consiglio di Cna Lombardia tenutosi ad Adro (Bs) alla presenza del presidente della commissione Finanze della Camera, Marco Osnato, il Vicepresidente della commissione Bilancio del Senato, Antonio Misiani, la vicepresidente della commissione Agricoltura della Camera, Maria Chiara Gadda, l’assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia Guido Guidesi, il presidente di Cna nazionale Dario Costantini e il presidente di Cna Lombardia Giovanni Bozzini.

Un incontro utile per focalizzare l’attenzione su quelli che sono i principali temi che hanno caratterizzato gli ultimi mesi e quelli che caratterizzeranno il futuro prossimo dell’economia lombarda e non solo: “A un anno di distanza, il quadro che abbiamo di fronte è cambiato -afferma il presidente Bozzini-. Alcuni elementi di fibrillazione si sono allentati e la sensazione di caos è stata sostituita dalla percezione di un cammino accidentato, denso di incognite, ma dotato di prospettive di sviluppo. I percorsi legati alla transizione ecologica e alla sostenibilità si sono meglio definiti in tutti i loro contenuti, non solo ambientali ma anche civili e sociali. Il tema di un equilibrio relativo alla sostenibilità delle cose che facciamo e del modo in cui le facciamo, a qualsiasi livello, è oramai una costante ineludibile: non più solo una moda, ma un automatismo, almeno per noi addetti ai lavori. Ma la strada è davvero ancora molto, molto in salita”.

“Se osserviamo le dinamiche degli ultimi anni, ed in particolare dei primi mesi del 2023 -prosegue Bozzini- possiamo senza dubbio constatare che le imprese non si sono fermate, ma serve di più. Dobbiamo tempestivamente accompagnare le micro e piccole imprese verso una diffusa ‘cultura della sostenibilità’ nel modo di produrre, di vendere e di organizzare le risorse umane, potenziando le logiche di filiera come luogo in cui medie, piccole, microimprese si raccolgono in unico asse di competitività. Cna Lombardia, unica fra le organizzazioni imprenditoriali regionali, ha inoltre ‘tenuto a battesimo’ e coordinato direttamente il lavoro di presentazione di due filiere produttive: una sulle Comunità Energetiche e una sulla nautica nel turismo di alta gamma nei laghi lombardi. E’ essenziale che Regione Lombardia mantenga questa politica ad un livello di accessibilità, per soglia di investimento, alle micro e piccole imprese per le quali e con le quali è stata pensata”.

Non tutti gli indicatori, sono infatti positivi. Se le imprese artigiane sono in calo del 3,6%, anche i consumi sono in lenta, lentissima ripresa tanto che la crescita prevista nel trend 2019-2023 è pari allo zero. Anche le nuove imprese iscritte sono in leggera flessione nel periodo gennaio-marzo 2023, -2,6%, rispetto allo stesso lasso temporale del 2019.

“L’inflazione è all’otto per cento, un incremento dei prezzi che non corrisponde alla crescita di valore aggiunto da distribuire anche per l’annoso calo di produttività del sistema, dovuto perlopiù alla carenza delle infrastrutture, materiali e immateriali, e alla scarsa competitività dei servizi pubblici -afferma il presidente di Cna Lombardia-. Questa situazione crea un problema salariale potenzialmente foriero di tensioni sociali. Inoltre la discesa parziale dei prezzi, dopo l’impennata speculativa degli ultimi tre anni, ci consegna un quadro in cui il costo dell’energia è in ogni caso molto più alto rispetto a quello del 2021. Come per l’energia, il costo delle materie prime scende troppo lentamente. A questo si aggiungono i segnali di difficoltà in alcune componenti del tessuto produttivo che lavorano in filiera con la Germania. Pochi ordini, grave incertezza sul futuro, impossibilità di continuare a sacrificare margini per non perdere i clienti”.

Inoltre la capacità di spesa delle istituzioni regionali dei competitori europei è stata di gran lunga superiore a quella della Lombardia. Il livello di spesa pro-capite della regione è la metà di quello dei tre Lander tedeschi che citavo (2.800 euro rispetto a 5.499 euro). Il divario è importante anche nella spesa in conto capitale: la Baviera nel 2021 ha speso per gli investimenti il 2,1% del Pil, la locomotiva d’Italia lo 0,5% del Pil. “Non intendiamo retrocedere rispetto alle altre Regioni d’Europa a vocazione manifatturiera, con cui, essendo una Regione di Confine, dobbiamo fare i conti tutti i giorni -spiega Stefano Binda, segretario di Cna Lombardia-. Questi sono i nostri competitor, che grazie al loro sistema di autonomia e alla semplificazione burocratica e a contratti di lavoro più vantaggiosi sono fortemente concorrenziali attraendo competenze e mano d’opera qualificata. Cna Lombardia negli ultimi 10 anni ha impostato il proprio posizionamento sul tema dell’autonomia differenziata in modo non ideologico e parlando solo ed esclusivamente di tre cose. Ovvero attuare la Costituzione, rispettare la volontà referendaria, aumentare la capacità del comparto delle autonomie locali e delle Regioni italiane di contribuire maggiormente allo Sviluppo economico e sociale in un quadro europeo segnato da esperienze di autonomismo virtuoso e solidale, fatto di razionalizzazione, responsabilità ed efficienza”.