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Grillo: “Così Ciro e gli altri mi hanno stuprata”, le accuse della ragazza negli atti dell’accusa

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Palermo, 24 apr. (Adnkronos) – “Mi hanno stuprata tutti”. Sono le accuse della studentessa di 19 anni che ha denunciato Ciro Grillo, il figlio del garante del M5S, e altri tre ragazzi contenute nei verbali pubblicati oggi da ‘La Stampa’. Il racconto di quella notte tra il 16 e il 17 luglio del 2019 in un residence di Cala di Volpe, in Costa Smeralda, dove Beppe Grillo ha una villetta. “Mi hanno violentata”, racconta la giovane alla sua amica, che era con lei e che si era addormentata, secondo il racconto fatto agli inquirenti, poco prima delle sei, quando sarebbero iniziate le violenze sessuali sulla giovane studentessa. “Per capire cosa è accaduto bisogna ripercorrere quella serata nella sua interezza, basandosi sul fascicolo delle indagini, sviluppate in una ricostruzione certosina: sono stati sentiti decine di testimoni (financo tassisti, baristi e il fotografo della discoteca, amici, istruttori sportivi), intercettati i telefoni, recuperati i messaggi, persino analizzati al millimetro i frame di video e foto per capire dagli indumenti intimi, da mutande e t-shirt, chi agiva e chi guardava – si legge nel reportage di Gianluigi Nuzzi – Silvia era sbarcata in Sardegna il 5 luglio, per esser poi raggiunta da Roberta e godersi il mare, il kite surfing e le serate a ballare, lasciando da parte greco e latino e gli impegni del liceo classico. A fine settimana i genitori la raggiungevano per stare insieme in un quadretto tra maturità e prima autonomia, che fa della costa Smeralda in luglio una colonia degli adolescenti dell’Italia opulenta alla conquista dell’attesa indipendenza”.

“Silvia aveva scelto su internet un decoroso bed&breakfast in localita Barrabisa a Palau, a due passi dalle spiagge, e da lì con i taxi si muoveva, insieme all’amica, di giorno e di notte. E così martedì 16, alle 23,45, le ragazze avevano l’auto per il trasferimento alla discoteca Billionaire”. Qui conoscono Ciro Grillo e altri tre amici di Genova. “Alle 3,30 inizia a farsi tardi e i tre amici delle «milanesi» salutano e se ne vanno. Balli, bevute, balli, chiacchiere, la normalità. Alle 5 la comitiva decide di uscire, viene pagato il conto e si torna all’aperto. Ma le due ragazze non trovano un taxi: ‘Dai venite a fare due spaghetti da noi, poi vi riaccompagniamo domattina al bed&breakfast, abbiamo l’auto a casa, nessun problema’. Alla fine vanno tutti a Cala di Volpe”.

Qui, però. secondo il racconto delle ragazze, sarebbero iniziate le violenze a una delle due mentre l’altra si addormentava sul divano. All’indomani mattina la ragazza racconta tutto all’amica. Nel pomeriggio va a kitesurf, come dice anche Beppe Grillo nel video diventato virale in cui mette in dubbio la veridicità dell’accaduto. Ma il suo istruttore, sentito poi dagli inquirenti, dice che era “strana”. Sempre dai verbali emerge che l’amica sarebbe andata in farmacia per chiedere la ‘pillola del giorno dopo’ perché i quattro indagati non avrebbero usato il preservativo.

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