**Governo: un anno da premier, per Draghi inizia countdown,’in campo nel ’23? Lo escludo’** (5)
(Adnkronos) – Il 14 dicembre il governo ha prorogato lo stato di emergenza, ‘congelandolo’ per tre mesi, fino a fine marzo. Intanto i partiti si interrogano sulla prossima tappa di ‘super Mario’, se resterà alla guida di Palazzo Chigi o salirà al Colle più alto, per prendere il posto di Mattarella. Il presidente del Consiglio al riguardo tace, si mostra persino indispettito quando in conferenza stampa qualche giornalista, sfidando il suo sopracciglio -che tende a sollevarsi quando qualcosa gli è sgradito-, gli pone domande sul Quirinale.
Fino al tradizionale appuntamento della conferenza di fine anno, quando lascia aperto uno spiraglio, definendosi un “nonno al servizio delle istituzioni”, e sostenendo che il governo andrà avanti a prescindere, chiunque ne sarà alla guida. Non la pensano allo stesso modo le forze di maggioranza, che entrano in fibrillazione nell’immediato.
Fibrillazioni che si fanno sentire già nel primo Cdm utile, all’inizio del nuovo anno, quando l’obbligo vaccinale viene esteso a tutti gli over 50, il green pass base diventa necessario anche per recarsi al parrucchiere o dall’estetista, in banca o all’ufficio postale. Una stretta che Draghi, sui posti di lavoro, avrebbe voluto ancor più netta, introducendo l’obbligo di vaccinazione nel pubblico e nel privato. Un compromesso al ribasso, seppur senza eguali in Europa, che cela il fastidio di un premier che disdegna le ‘bandierine’ dei partiti nella lotta alla pandemia.

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