**Governo: un anno da premier, per Draghi inizia countdown,’in campo nel ’23? Lo escludo’** (3)
(Adnkronos) – Il 5 agosto il suo governo dispone, a partire da settembre, l’obbligo di certificazione verde per docenti, studenti universitari e per i trasporti su lunga percorrenza. Sul fronte internazionale, per volontà del premier si tiene in videoconferenza un vertice straordinario del G7 per discutere le conseguenze del ritiro dall’Afghanistan, con l’offensiva talebana che ha portato alla caduta di Kabul e alla conclusione, drammatica per modalità e tempi, di una guerra ventennale.
A settembre, con piglio deciso, Draghi continua l’impostazione dura sul green pass, soprattutto per piegare le ultime sacche di resistenza, quelle dei no vax, ma anche degli indecisi intimoriti dal vaccino. Viene varato un decreto che, a partire dal 15 ottobre, estende l’uso della certificazione verde per accedere ad ogni luogo di lavoro, sia nell’ambito della pubblica amministrazione sia nel settore privato. Sempre da metà ottobre, è previsto -con un Dpcm firmato dal premier- il rientro in presenza dei lavoratori della P.A..
Ad ottobre si consuma un nuovo braccio di ferra con la Lega, con i tre ministri del Carroccio che non partecipano al voto in Cdm. Nel mirino la riforma del catasto. Il governo fibrilla anche per i risultati della tornata delle amministrative, che non hanno certo premiato la Lega di governo, ma Matteo Salvini rassicura: “non è una crisi, nessuno strappo”. Intanto monta la rabbia sulle misure sul green pass, che entreranno in vigore sui posti di lavoro dalla metà del mese. Ben 10mila persone scendono in piazza a Roma contro l’obbligo di certificazione verde. Si registrano scontri e, contemporaneamente alla manifestazione pacifica, alcuni esponenti di Forza Nuova prendono d’assalto la sede nazionale della Cgil in corso Italia. Nella notte vengono fermate dodici persone ritenute responsabili degli scontri, l’indomani il presidente del Consiglio si reca nella sede del sindacato a prova della sua vicinanza. Ma la protesta non si ferma. I lavoratori del porto di Trieste annunciano lo sciopero a oltranza finché non verrà revocato l’obbligo di certificazione verde sul posto di lavoro. Il governo continua a tirare dritto.

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