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**Governo: tempi stretti per nuova squadra, Meloni insidia record Berlusconi**

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Roma, 1 ott. (Adnkronos) – Far presto per affrontare la crisi legata agli aumenti del costo dell’energia e per approvare entro l’anno la legge di Bilancio. E’ l’agenda politica, economica e sociale, con l’inedito delle elezioni svoltesi alla fine dell’estate, a imporre tempi rapidi per il varo del nuovo Governo. Ma anche i precedenti dimostrano che con una maggioranza chiara uscita dalle urne, in meno di un mese si può arrivare al conferimento dell’incarico al presidente del Consiglio da parte del Presidente della Repubblica, allo scioglimento della riserva e alla nomina dei ministri e al giuramento.

Una tabella di marcia ancora non è fissata con precisione, visto che le uniche date certe sono quella del 13 ottobre per le sedute inaugurali di Senato e Camera, mentre tra il 16 e il 17 dovrebbe arrivare l’elezione dei capigruppo, con la possibilità quindi da quel momento in poi per il Capo dello Stato di ricevere le rappresentanze dei partiti per le consultazioni. Se tutto filasse liscio, Giorgia Meloni, premier in pectore, intorno al 23 ottobre potrebbe insediarsi a Palazzo Chigi, con la prospettiva, se questo avvenisse prima, di battere il record detenuto da Silvio Berlusconi.

Nel 2008, sedicesima legislatura, dopo le elezioni del 13 aprile; l’insediamento delle Camere il 29; le consultazioni il 6 maggio; l’incarico al leader del Popolo della libertà e l’immediato scioglimento della riserva con la nomina dei ministri il 7; il Governo entrò in carica l’8 con il giuramento al Quirinale, 25 giorni in tutto.

Una cadenza rispettata anche nel 1996 e nel 2001, rispettivamente con Romano Prodi e sempre Berlusconi. Nel primo caso si votò il 21 aprile, le Camere si insediarono il 9 maggio, il 15 ci furono le consultazioni, il giorno dopo l’incarico, quindi il 17 scioglimento della riserva e nomina dei ministri, il 18 il giuramento, in tutto 27 giorni.

Cinque anni dopo si votò il 13 maggio, il 30 ci fu la prima seduta del nuovo Parlamento, l’8 giugno le consultazioni, il 9 l’incarico, il 10 lo scioglimento della riserva e la nomina dei ministri, l’11 il giuramento, in questo caso 29 giorni.

Alcide De Gasperi e lo stesso Prodi riuscirono a formare il loro quinto e secondo Governo in un tempo relativamente breve nonostante avessero dovuto attendere la nomina del nuovo Presidente della Repubblica. Nel 1948, dopo le elezioni del 18 aprile, l’avvio della legislatura l’8 maggio e l’elezione di Luigi Einaudi l’11, il leader Dc si insediò il 24 maggio, a 36 giorni dal voto.

Nel 2006, invece, dopo le elezioni del 9 aprile, l’insediamento del Parlamento il 29, l’elezione di Giorgio Napolitano il 10 maggio, il Professore giurò il 17, a 38 giorni dal voto.

Una ipotetica hit parade nella quale entrano anche Giovanni Leone (37 giorni nel 1968 dal voto del 19 maggio al giuramento del 25 giugno); Amintore Fanfani (38 giorni nel 1958 dalle elezioni del 25 maggio al giuramento del 2 luglio), Bettino Craxi (39 giorni nel 1983 dal voto del 26 giugno al giuramento il 4 agosto).

Al contrario sembra difficilmente superabile il record stabilito da Giuseppe Conte nella precedente legislatura, insediatosi a palazzo Chigi il 1 giugno del 2018, 89 giorni dopo le elezioni del 4 marzo. Cinque in più rispetto agli 84 che furono necessari a Giuliano Amato, premier dal 28 giugno del 1992, dopo il voto del 5 aprile, passando per le dimissioni del Presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, e l’elezione del successore, Oscar Luigi Scalfaro, arrivata il 25 maggio, due giorni dopo l’attentato a Giovanni Falcone.