**Governo: pressing Pd per ‘salvare’ alleanza con M5S, Zingaretti e Franceschini in campo**
Roma, 3 feb. (Adnkronos) – Il tentativo del Conte Ter è fallito sotto i colpi di Matteo Renzi. Non far fallire anche la prospettiva politica dell’alleanza giallorossa è ora la priorità del Pd. Si muove Nicola Zingaretti per primo. “Con Draghi si apre una fase nuova. Chiederò un incontro a M5S e Leu”, dice il segretario e sottolinea:”Non bisogna perdere la forza e le potenzialità di un’alleanza con il Movimento 5 stelle e con Leu, basata su proposte comuni sul futuro dell’Italia”.
Poi scende in campo Dario Franceschini: bisogna lavorare per “salvare il rapporto tra Pd e M5s”, sia pure in un “nuovo quadro”. Franceschini rivolge un appello esplicito ai 5 Stelle sull’orlo della scissione sul sì o no Draghi. “Capisco che è un percorso stretto perché ho visto da vicino le diverse anime del Movimento, ma penso che sia possibile dare una risposta positiva a Mattarella, senza far saltare la prospettiva di una alleanza tra di noi che avrebbe come conseguenza da un lato di bloccare l’evoluzione verso una cultura di governo dei Cinque Stelle e dall’altro di arrivare separati al voto con questa legge elettorale”.
Di qui la richiesta di un incontro a M5s e Leu per trovare una “posizione comune”. Lo dice anche il capogruppo Andrea Marcucci in assemblea coj i senatori dem. “E’ importante che il Pd dia un contributo importante per uscire dalla crisi, nelle prossime ore Zingaretti incontrerà Leu e M5S per concordare una posizione comune”. E la base di questa posizione comune con cui presentarsi alle consultazioni di Draghi viene descritta così da Nicola Oddati, membro delle segreteria: “Giusta l’iniziativa di Zingaretti. Pd, Leu e Movimento 5 stelle non devono disperdere il patrimonio costruito e devono avere una posizione comune e responsabile verso il tentativo di #MarioDraghi. Occorre una maggioranza politica e con un chiaro profilo europeo”. Ed ancora il vicecapogruppo alla Camera, Michele Bordo: “Sarebbe utile una maggioranza politica ampia ed europea non un governo tecnico”.

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