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Governo: oggi Meloni ad Algeri, 5 accordi sul tavolo e intesa sempre più stretta nel segno gas

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Algeri, 22 gen. (dall’inviata Ileana Sciarra) – (Adnkronos) – Arriverà oggi, alle 16.30 circa, in un’Algeri fredda e bagnata dalla pioggia. Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni sarà nelle prossime ore nel paese nord africano per la sua prima visita ufficiale, che si concluderà domani, già nel primo pomeriggio. Al suo arrivo nelle prossime ore il premier, che verrà accolta in aeroporto dal primo ministro algerino Aimen Benabderrahmane, depositerà una corona di fiori al Monumento del Martire, mentre alle 17.45 visiterà la nave della Marina militare italiana ‘Carabiniere’ nel porto di Algeri. Stasera la cena tra i due primi ministri.

Domani la giornata decisiva di questa prima visita ufficiale in Algeria. Alle 10 Meloni renderà omaggio a Enrico Mattei nei giardini intitolati al fondatore dell’Eni e inaugurati nel novembre 2021 alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Dopo la visita alla Fortezza-Museo ‘Bastion 23’, alle 11.30 il premier arriverà al Palazzo ‘El Mouradia’ per l’incontro con il Presidente della Repubblica Algerina Abdelmadjid Tebboune. Alle 12.35 entrambi parteciperanno alla cerimonia di firma degli accordi tra soggetti privati – 4 intese+1 – prima di rilasciare dichiarazioni congiunte alla stampa. Dunque il pranzo nel Palazzo presidenziale e il rientro a Roma, che verrà anticipato di qualche ora rispetto al programma iniziale, “per una serie di impegni che attendono Meloni” nella Capitale, chiariscono dallo staff del presidente del Consiglio.

Ad Algeri resterà centrale il dossier gas -presente anche il numero 1 di Eni, Claudio Descalzi- mentre quello dell’immigrazione dovrebbe rimanere sottotraccia, secondario. Le relazioni bilaterali fra Italia e Algeria sono solide e, in questo momento storico, particolarmente strategiche. In virtù degli accordi siglati lo scorso anno dall’allora presidente del Consiglio Mario Draghi, infatti, nel primo semestre 2022 l’Algeria è diventata il primo fornitore di gas naturale dell’Italia, un partner fondamentale -il primo per il nostro Paese nel continente africano- per recidere la dipendenza energetica da Mosca dopo l’attacco della Russia all’Ucraina. I numeri parlano chiaro. Ad aprile Algeri aveva assicurato all’Italia una fornitura di 9 miliardi di metri cubi aggiuntivi di gas fino al 2024, di cui 3 miliardi già per questo inverno. E proprio a luglio, a ridosso della visita di Draghi, i vertici di Sonatrach, la società di Stato algerina che opera nel campo dell’energia, avevano anticipato l’invio di altri 4 miliardi di metri cubi aggiuntivi, numeri ‘salvifici’ nella strategia attuata dal governo Draghi per affrancare l’Italia dal Cremlino.

Sempre ad aprile fu firmato un memorandum d’intesa nel settore dell’energia ed un contratto tra Sonatrach ed Eni per l’aumento delle esportazioni di gas algerino verso l’Italia. Non a caso il gas costituisce la quasi totalità delle importazioni, mentre l’Italia esporta principalmente macchinari, prodotti petroliferi raffinati, chimici e siderurgici.

Nel 2021 il valore dell’interscambio Italia-Algeria è stato pari a 7,33 miliardi di euro, di cui 5,57 miliardi di importazioni e 1,76 miliardi per le nostre esportazioni. Ma si tratta di numeri -complice la crisi energetica innescata dalla guerra-, destinati a salire. Non solo sul fronte energetico: le imprese italiane che operano in Algeria sono circa 200, presenti soprattutto nell’industria della difesa e delle grandi opere. Ma si punta anche su “turismo, agricoltura e cantieristica”, come riportano alcuni media algerini che oggi danno grandi risalto alla visita del premier italiano.

Si tratta, del resto, di un tessuto produttivo che il presidente del Consiglio, che ad Algeri sarà accompagnata anche dal presidente di Confindustria Carlo Bonomi, guarda con favore, anche nell’ambito del cosiddetto ‘Piano Mattei’ per l’Africa, richiamato da Meloni già nelle sue dichiarazioni programmatiche al Parlamento per la fiducia. L’idea del premier è quella di creare uno “spazio di stabilità e di prosperità condivisa” nei Paesi africani, anche per affrontare in modo strutturale il problema delle migrazioni. In quest’ottica la volontà del governo di lavorare, un tassello dopo l’altro, alla prospettiva di lungo periodo dell’Italia hub energetico del Mediterraneo -di gas ma anche di idrogeno verde- ponte decisivo fra Africa ed Europa.