Governo: Meloni, nota su campagna elettorale toghe riferita a casi Delmastro e Santanché
Roma, 12 lug. (Adnkronos) – LA premier Giorgia Meloni si “identifica” nella nota attribuita a fonti di Palazzo Chigi con cui, settimana scorsa, il governo è intervenuto sui casi Delmastro e Santanché, chiedendo se la magistratura non fosse scesa in campagna elettorale per le europee. “Eh guardi, il tema della nota di Chigi non è riferibile al tema La Russa in alcuna misura – precisa la presidente del Consiglio rispondendo a chi le domanda, in conferenza stampa a Vilnius, di fare chiarezza – ma è riferibile alle due cose che ho detto qui”, dice richiamando i casi Delmastro e Santanché.
“L’imputazione coattiva nei confronti del del sottosegretario Delmastro – ribadisce – secondo me è obiettivamente una cosa che io guardo con stupore, ripeto, di fronte a una richiesta di archiviazione di un pubblico ministero”. E’ “giuridicamente lecita ma è una scelta, quindi io la valuto come scelta” che “non avviene quasi mai. Nel momento in cui avviene nei confronti di un sottosegretario per un atto che comunque riguarda anche l’esercizio del suo mandato, io ne assumo la consapevolezza ed è esattamente quello che ho detto rispetto all’avviso di garanzia nei confronti del ministro Santanchè. Perché in uno stato di diritto chi è indagato non scopre prima dei giornali di esserlo, e il fatto che sia già accaduto in passato non lo rende normale. Il punto è che noi ormai siamo arrivati a considerare normali” vicende “che non dovrebbero esserci in uno stato di diritto. Io non entro nel merito dei singoli casi, posso al limite entrare più nel merito di quello di Del Mastro perché conosco meglio la vicenda”, però “parto dal presupposto che le cose devono funzionare secondo determinate regole, perché se saltano quelle regole uno si deve interrogare sul perché”.
