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Governo, Mauriello (Mi): “Auspico un confronto su fatti e soluzioni, per dare voce dal basso”

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Roma, 21 ott. (Adnkronos) – “Oggi fare politica è complicatissimo, si esaurisce in uno schema di critiche reciproche supportate da una volontà informativa semplificata e ridotta a cavalcare le polemiche perdendo di vista l’obiettivo finale: offrire risultati concreti e utili alla collettività”. Così Walter Mauriello, presidente di Meritocrazia Italia, Mi, parlando con l’Adnkronos a margine del IV Convegno dell’Associazione dedicato alla democrazia partecipativa ed al fallimento della politica del consenso. “Se cavalchiamo le polemiche non lamentiamoci poi che nessun governo riesce a guidare l’Italia. Auspico con il nuovo esecutivo un confronto di Mi su fatti e soluzioni, come volano per una politica con la ‘P’ maiuscola volta ad una collaborazione con le opposizioni e dialogo con i cittadini per acquisire credibilità a livello nazionale ed internazionale”.

Mauriello, a quattro anni dal lancio del Movimento, afferma che non avrebbe mai immaginato “tornando indietro una realtà così radicata sul territorio ed imponente per la organizzazione delle idee. Sono soddisfatto, ma soddisfazione non deve essere attenuazione dell’impegno. Meritocrazia sta creando una reazione culturale dei cittadini e la cultura per crescere ha bisogno di tempo”. Nel frattempo settemila iscritti in tutta Italia alimentano le file di Mi ma “noi cresciamo sui fan, non sugli iscritti – precisa il fondatore – Abbiamo fatto sondaggi a cui hanno partecipato oltre centomila follower sull’eventuale ingresso in campo o sostegno alle liste in occasione delle elezioni ma la risposta è stata no, dovete rimanere così – rivela mostrando i risultati del sondaggio – Perché siamo diversi, umili, garbati e propositivi. Perché buttarci in una mischia”.

Certo “mai dire mai, come presupposto di vita. Ma visto lo spazio di tempo ridotto i nostri seguaci ci hanno detto assolutamente no. Desideriamo restare super partes, dando un contributo a tutti coloro i quali governano. Perché tuteliamo il cittadino debole che potrebbe essere ascoltato attraverso Meritocrazia Italia”, conclude.