Governo: costituzionalista Calvano, ‘ricorso a Dpcm? Necessario passaggio a fase nuova’

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Roma, 25 feb. (Adnkronos) – “L’evoluzione attuale della pandemia mostra un’emergenza che tende quasi a ‘normalizzarsi’. Per questo è necessario il passaggio ad una fase nuova, con un ritorno ad un più attento rispetto dei principi costituzionali”. Lo dice Roberta Calvano, professoressa ordinaria di Diritto costituzionale presso l’Università degli studi di Roma Unitelma Sapienza, che, commentando all’Adnkronos il ricorso ai Dpcm anche da parte del Governo Draghi, afferma: “l’attuale esecutivo dovrebbe farsi forte della recentissima pronuncia della Corte Costituzionale sul ricorso governativo contro una legge della Regione Valle D’Aosta, in cui la Consulta ha stabilito che la gestione della pandemia è competenza esclusiva dello Stato con propri atti legislativi”.

La costituzionalista ricorda che la Corte ha dichiarato “incostituzionale la legge regionale sulla base dell’art. 117.2 (lett. q) Cost., che affida alla competenza esclusiva dello Stato la profilassi internazionale. In questo quadro, nonostante la fonte legislativa che ne legittima l’impiego, l’uso dei Dpcm oltre a non offrire adeguate garanzie, trattandosi di limitare diritti fondamentali, è infatti anche controproducente poiché le regioni, rispetto ad un decreto legge deliberato collegialmente dal Governo, molto più facilmente si mostreranno riottose rispetto alla sua esecuzione”. Va adesso recuperata “la via dell’impiego di strumenti normativi più soddisfacenti dal punto di vista costituzionale – rimarca – per il rispetto del principio di collegialità del Governo, il coinvolgimento delle Camere con la conversione in legge, il controllo da parte del Capo dello Stato e quello potenziale della Corte costituzionale”.

Ciò pare auspicabile anche “alla luce delle modalità che hanno contrassegnato la nascita del governo Draghi – conclude la costituzionalista – un esecutivo che come lo stesso Presidente del Consiglio ha affermato davanti alle Camere, non potrà che coinvolgere nel modo più ampio possibile le forze politiche presenti in Parlamento nel nome di quel principio di unità intorno al quale si è richiesto alle stesse di compattarsi a sostegno del Governo”.

(di Roberta Lanzara)

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