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Governo: Baldassarre, ‘più politico per avere voti in Parlamento, Draghi credibile se di tutti’

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Roma, 13 feb. (Adnkronos) – “Un governo più politico che tecnico con un bilanciamento matematico di presenza in Parlamento dei partiti, anche lasciando in carica ‘certi’ personaggi. Ma capisco che c’è un motivo politico dietro, il Governo deve prendere i voti in Parlamento”. A parlare, commentando le nomine dei ministri del nuovo Esecutivo, è l’ex presidente della Corte Costituzionale Antonio Baldassarre che all’Adnkronos indica “l’altra chiave di lettura importante: Draghi diventa credibile se il suo è il Governo di tutti o quasi; se una delle componenti va via, crea squilibrio. Da qui la necessità di avere il consenso di tutti in Parlamento”.

L’ex presidente della Consulta rileva che Draghi “nel suo criterio di bilanciamento ha messo in posti chiave tecnici con background di preparazione notevoli. Mentre ci sono dicasteri, come gli Esteri e la Pubblica amministrazione, in cui io avrei optato per tecnici”. Potrebbero compensare i sottosegretari? “Sono collaboratori con deleghe che vanno gestite nel rispetto del ministro che dà l’indirizzo – risponde – Credo che saranno quasi integralmente politici, ma spero che in casi come quello della Pubblica amministrazione si ricorra a sottosegretari tecnici”.

“Mi auguro – prosegue Baldassarre – che il nuovo esecutivo riesca ad agire con efficacia su tre livelli: Scuola, Pubblica Amministrazione, Giustizia, che sono i problemi di fondo della società italiana. Senza processi veloci, pubblica amministrazione efficiente grazie ad una riforma drastica e senza un adeguato aggiornamento della formazione e del capitale umano l’Italia difficilmente riuscirà a riprendersi”. Una costituente per la scuola? “Magari – risponde il costituzionalista – perché siamo ancora abbarbicati ad un modello che è sostanzialmente ancora quello di Gentile, ottimo in quei tempi. Oggi un giovane di dieci anni ha una mentalità che risponde a quella di un 14enne di 40 anni fa per le diverse sollecitazioni che gli offre la società. Servirebbe una riforma integrale del ciclo scolastico, dei contenuti e del modo di fare scuola”.

(di Roberta Lanzara)

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