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Giustizia: avvocati e commercialisti, ‘quella tributaria va snellita’

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Milano, 9 lug. (Adnkronos) – Un diverso rapporto tra contribuente e Stato che si sostanzi nello snellimento dei tempi processuali, nel riequilibrio tra le parti in causa e nelle modalità di ricorso all’esercizio del diritto a contraddire e addure prove che limiti l’utilizzo delle “presunzioni”. E ancora, la revisione della disciplina sanzionatoria in un’ottica di maggiore correttezza e conformità ai principi dell’Unione, che consenta ai giudici la possibilità di graduare le sanzioni nel rispetto del principio di proporzionalità. Questi, in sintesi, i principali contenuti del ‘Position paper’ presentato dal Centro studi dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Milano insieme all’Ordine degli avvocati di Milano e disponibile online sui portali istituzionali dei due ordini.

“Con questo documento – dichiara Alessandro Savorana, presidente del Comitato tecnico-scientifico del Centro studi Odcec Milano – i due ordini intendono portare all’attenzione dei soggetti coinvolti nel processo tributario, un contributo propositivo, sebbene non esaustivo, al dibattito in corso sulla riforma della Giustizia tributaria. Sono riflessioni e proposte indirizzate su alcuni aspetti che meritano una riflessione e adeguati correttivi, in attesa di una necessaria revisione del sistema fiscale e un ripensamento del rapporto Stato-contribuente, al fine di evitare che il ‘nuovo’ processo tributario nasca ‘già vecchio'”.

Il gruppo di lavoro, affermano Nadia Germanà Tascona, consigliera segretario dell’Ordine degli avvocati di Milano e Gabriele Minniti consigliere dell’Ordine degli avvocati di Milano, “nel proficuo dibattito sviluppatosi a seguito dell’importanza assunta dalla riforma del sistema giustizio, imposta dal Pnrr, ha concentrato il proprio lavoro su tematiche ritenute essenziali per una riforma della giustizia tributaria che abbia come obiettivo non solo l’efficienza, ma anche il riequilibrio delle posizioni delle parti in lite, affinché il processo sia breve, ma anche giusto”.