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Gaza, Tajani: “Svolta storica ma successo piano Trump ancora legato a un filo”

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(Adnkronos) – "Il successo dell'iniziativa di pace avviata dal presidente degli Stati Uniti potrebbe davvero costituire una svolta storica che cambia il voto del Medio Oriente e quindi del Mediterraneo, con profonde ripercussioni anche sulla sicurezza e sugli interessi nazionali". A dichiararlo, intervenendo alla Camera nel corso dell'informativa urgente sul 'Piano di pace per la Striscia di Gaza' è stato il ministro degli Esteri Antonio Tajani.  "Naturalmente il successo del cosiddetto piano Trump è ancora legato a un filo: molte sono le variabili che ancora non sono state definite, dal ritorno delle salme degli ostaggi assassinati fino alle modalità effettive dello smantellamento della struttura militare di Hamas o di quello che ne resta", ha sottolineato.  "Il percorso delinato dal piano americano potrà proseguire solo in una situazione ovviamente di calma e senza nuove violenze. Il piano Trump prevede il dispiegamento a Gaza di una forza internazionale di stabilizzazione. Come hanno confermato anche il presidente del Consiglio e il ministro della Difesa, l'Italia è pronta a fare la propria parte anche in questa eventualità, forte della solida, riconosciuta esperienza maturata negli anni in tanti quadranti internazionali complessi", ha rimarcato Tajani aggiungendo: "Naturalmente il Parlamento verrà coinvolto in tutte le decisioni che riguarderanno la nostra partecipazione" a una forza internazionale di stabilizzazione, ha aggiunto, con l'auspicio che "su questo argomento si possa trovare un'unità d'intenti tra tutte le forze politiche". Quanto al "riconoscimento dello Stato di Palestina", "i fatti abbreviano i tempi per cui questo avvenga, il problema è Hamas, ancora c'è l'organizzazione militare…". Sul tema "vedremo come poter collaborare con la Giordania, a Palazzo Chigi ci sarà un incontro per Gaza, ho nominato l'inviato speciale degli Esteri per Gaza, per inviare i beni alimentari a inizio di novembre". "Missione di pace? Tutto è ancora prematuro, vedremo se ci sarà richiesta una presenza militare".  Intanto "stiamo lavorando per un invio urgente di aiuti alimentari, il più grande finora realizzato", ha aggiunto il ministro, ringraziando per la "straordinaria generosità della nostra filiera dell'agroalimentare che ha già messo a disposizione altre cento tonnellate di aiuti che porteremo presto a Gaza". E infine ha annunciato: "Ho deciso di nominare l'ambasciatore Archi, il nostro ambasciatore presso la Fao, nuovo inviato speciale del ministero degli esteri per la ricostruzione di Gaza, inclusi gli aspetti umanitari. Sarà il punto di riferimento alla Farnesina per questo tema cruciale". 
—internazionale/[email protected] (Web Info)

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