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Gaza, Parolin: “Accuse a Israele? Mia intervista era invito alla pace. Soddisfatti per accordo ma il diavolo sta nei dettagli”

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(Adnkronos) –
"L’intervista voleva essere un invito alla pace". Così il segretario di Stato vaticano, card. Pietro Parolin, rispondendo alle accuse dell’ambasciata di Israele dopo l’intervista su Gaza e sul secondo anniversario dell’attacco di Hamas a Israele. "L’intervista – ha osservato Parolin – che voleva manifestare la presenza e la partecipazione della Santa Sede per quanto era avvenuto il 7 ottobre voleva essere un invito alla pace. Non credo ci sia equivalenza morale tra l’una e l’altra situazione. Dove c’è violenza c’è sempre da condannare. Si voleva esprimere il desiderio della pace, di mettere fine a questa violenza e di avviare un percorso di riconciliazione e di pace".  Quanto all'accordo raggiunto per il cessate il fuoco e il rilascio degli ostaggi, "anche noi ci uniamo alla soddisfazione e ci auguriamo che questo sia il primo passo per un cammino verso la pace duratura e definitiva". “Ora – ha aggiunto – si tratta di realizzare l’accordo e credo sia la parte più difficile perché come si dice il diavolo sta nei dettagli e quindi ci sono punti che chiedono di essere implementati e probabilmente sui quali non c’è perfetta coincidenza tra le parti. Adesso ci vuole la buona volontà. Speriamo si possa proseguire in questo senso”.  Una parola il cardinale la dedica anche all’assegnazione del premio Nobel per la pace alla leader dell’opposizione venezuelana, Maria Corina Machado: "Spero che questa decisione possa aiutare davvero il Paese a ritrovare la serenità, la via della democrazia e della collaborazione tra tutte le parti politiche". 
—internazionale/[email protected] (Web Info)

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