G7: a Carbis Bay parte sfida dei ‘grandi’ a Cina, Draghi apre a revisione ‘Via della Seta’ (2)

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(Adnkronos) – La sintonia con Biden, del resto, sembra totale. “Sulla Cina si è scritto tanto della nostra posizione – dice Draghi richiamando le indiscrezioni emerse ieri, che lo descrivevano ‘freddo’, assieme alla cancelliera Angela Merkel e ai vertici Ue, sull’accelerazione impressa dagli States contro Pechino – si è parlato di divisioni ma io credo che il comunicato rifletta la posizione non nostra ma quella di tutti, in particolare rispetto alla Cina e alle altre autocrazie”. Per il presidente del Consiglio, su questo, “è fondamentale essere franchi: l’ho già detto in altre occasioni, bisogna essere franchi sulle cose che non condividiamo. Biden a un certo punto ha detto che il silenzio è complicità”.

“Nessuno disputa il fatto che la Cina abbia diritto ad essere una grande economia come le altre – dice ancora il premier – Quello che è stato messo in discussione sono i modi che utilizza, anche con le detenzioni coercitive. E’ un’autocrazia che non aderisce alle regole multilaterali, non condivide la stessa visione del mondo delle democrazie”.

A Biden l’Italia riconosce di aver ” voluto ricostruire quelle che sono le alleanze tradizionali degli Stati Uniti dopo il periodo di Trump, in cui queste alleanze sono state seriamente incrinate”. Draghi non rivela una data per il suo viaggio negli States, ma sarà presto -riportano alcuni beninformati- di certo non più tardi di settembre, quando a New York c’è l’assemblea generale delle Nazioni Unite. Mentre presto, a giorni apprende l’Adnkronos, dovrebbe volare a Berlino per un bilaterale con la cancelliera tedesca Angela Merkel.

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