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**G20: mano, pugno, inchino, il dilemma del saluto tra i leader**

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Roma, 30 ott (Adnkronos) – Stretta di mano, pugno, mano sul cuore. Il primo G20 in presenza dopo la pandemia ha presentato subito un vero dilemma ai leader venuti a Roma per il summit: come salutare. Un tema di non poco conto, visto che il vertice dei Grandi si aperto proprio con Mario Draghi a fare gli onori di casa accogliendo e salutando tutti i ‘colleghi’ al loro arrivo alla Nuvola dell’Eur.

Alla fine le soluzioni sono state le più disparate, con un timido ritorno della stretta di mano senza che però si sia registrato il tramonto del saluto col pugno, uno dei ‘regali’ della pandemia da Covid. Di fronte a Draghi, per esempio, ha optato per una energica ‘shaking hands’, con le due mani sovrapposte, l’indiano Modi. Lo stesso, senza esitazioni, hanno fatto altri leader come Boris Johnson o il segretario generale dell’Onu Guterres.

Mentre Angela Merkel è rimasta fedele al saluto con il pugno. Il presidente brasiliano Bolsonaro non ha mostrato dubbi, scegliendo la formula di un inchino di fronte al premier. Mentre è stata molto calorosa Ursula von der Leyen, che ha afferrato gli avambracci di Draghi aprendosi in un caloroso sorriso. Lo stesso format utilizzato da Macron.

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