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Francia: Valls, ‘giusto riformare le pensioni, gioco Macron pericoloso’

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Parigi, 20 mar. (Adnkronos) – “Coraggio non significa brutalità. Certo, il sistema delle pensioni andava e va riformato. Ma non in questo modo. Io avrei preferito un sistema a punti, allungando gli anni di contributi”. Lo dice al Corriere della Sera l’ex premier francese Manuel Valls, che rivendica che “era il piano nostro, della sinistra socialdemocratica, quando eravamo al governo, era il piano del sindacato riformista CFDT, e anche quello al quale pensava Macron durante il suo primo mandato. Poi ha cambiato idea”.

Nell’intervista, Valls afferma che avrebbe votato il passaggio della pensione da 62 a 64 anni “per ragioni finanziarie e demografiche. Comunque, il governo ha preferito ricorrere all’articolo 49.3 ed evitare il voto, in un contesto di grandi tensioni sociali, inquietudine dopo il Covid, inflazione e difficoltà alla fine del mese. Avendo contro tutti i sindacati, pure quelli riformisti, e nel pieno di una crisi morale del Paese. È pericoloso giocare con queste cose in una democrazia come la nostra. Va ricordato che i francesi spesso pagano i contributi per più anni degli altri”.

“Comunque, viviamo un paradosso – rileva l’ex premier – L’economia va bene, attiriamo investimenti stranieri, la disoccupazione non è mai stata così bassa, eppure i francesi sono scontenti. La critica delle élite e l’avanzata dei populismi di destra e di sinistra ci accomuna agli altri popoli, ma da noi prende una forma particolare perché siamo un Paese centralizzato, dove le istituzioni sono forti. La politica è sacra, in Francia. C’è l’idea che il presidente possa e debba risolvere ogni problema. E quando c’è un dubbio sulla politica, la Francia dubita di se stessa. Il presidente è come un parafulmine, si attira tutte le collere”.