Forlani: S.Craxi, ‘portò Italia fuori pantano anni ’70, Pci non lo perdonò’
Roma, 7 lug. (Adnkronos) – “Con Arnaldo Forlani scompare una personalità assoluta della prima Repubblica, un protagonista della vita delle istituzioni e della Democrazia cristiana che ha segnato la storia positiva di questo Paese per oltre un trentennio. Ministro degli Esteri e presidente del Consiglio in una delle fasi più drammatiche e concitate della storia italiana e internazionale, è stato tra i principali artefici del ‘preambolo’ che pose fine alla collaborazione della Dc con i comunisti e portò il Paese fuori dal pantano degli anni ’70; una scelta che il Pci non gli perdonerà mai, costringendolo prima alle dimissioni da Palazzo Chigi con una polemica strumentale sulla pubblicazione degli elenchi della cosiddetta P2 e poi riservandogli un ‘trattamento speciale’ negli anni infami di Tangentopoli, un supplizio, una gogna, che affrontò con grande dignità e che lo allontanò per sempre dalla vita pubblica”. Così Stefania Craxi, senatrice di Forza Italia e presidente della commissione Affari esteri e difesa a Palazzo Madama.
“Voglio ricordare -aggiunge- la sua collaborazione leale e fruttuosa con mio padre negli anni del governo, di cui fu un vicepresidente autorevole e di grande aiuto, prodromico ad un rapporto politico improntato a stima e rispetto reciproco che diede vita ad una collaborazione assai diversa da quella narrata con il fantomatico Caf che, come diceva Craxi, era una buona invenzione giornalistica dagli improbabili risultati politici, che cozzava prima con i numeri e poi con la ragione (due posti per tre persone?)”.
“In questi anni, prima che la malattia lo allontanasse dai suoi cari con la mente prima ancora che con lo spirito, Arnaldo, lontano dalle luci dei riflettori, è stata per me -conclude Craxi- una persona con cui poter parlare e confrontarmi della storia di ieri e delle vicende dell’oggi, ricevendo sempre letture attente e particolareggiate, oltre che consigli preziosi. Spero che il Paese tributerà i giusti onori e i giusti riconoscimenti ad un sincero democratico, una persona gentile, mite, animata da forti valori e grandi ideali”.
