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Fisco: evasione Gdo, ordinanza ‘così Gs e Auchan frodavano senza rischi impresa’

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Milano, 7 set. (Adnkronos) – Due schemi alternativi ma un unico obiettivo: realizzare una frode nel settore della Grande distribuzione organizzata che vedrebbe coinvolte ben 15 società tra cui Gs (controllata da Carrefour) e Auchan (ora Margherita distribuzione). E’ quanto avrebbe scoperto la procura di Milano che ha emesso una misura nei confronti nei confronti di 13 persone indagate per i reati di associazione a delinquere e frode fiscale. Per il Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza il primo disegno di frode “si realizza mediante l’emissione di false lettere d’intento, rilasciate nei confronti delle società (prevalentemente Gs e solo marginalmente Auchan spa) da cartiere che successivamente rivendono la merce sottocosto a società buffer (intermediarie, ndr), che si occupano della successiva cessione alla Gdo o ad altri dettaglianti minori: si realizza così l’evasione d’imposta, oltre che l’alterazione delle corrette politiche commerciali”.

Nel secondo schema, invece, “le società effettuano rilevanti cessioni nei confronti di conduit company (società comunitarie, ndr) utilizzate come sponda per far rientrare sul territorio nazionale i beni mediante fatture emesse ai missing trader (società cartiere, ndr). Questi, a loro volta cedono sottocosto i beni acquistati dalle conduit a soggetti nazionali, grazie all’imposta evasa. I beni, al termine del ciclo di fatturazione possono rientrare nella disponibilità degli stessi esportatori che godrebbero così di una posizione di indebito vantaggio commerciale e fiscale”.

Per gli inquirenti, i pm di Milano Nicola Rossato e Stefano Civardi, il coinvolgimento di multinazionali come Gs e Auchan nella presunta frode “sarebbe stato finalizzato a celare l’attività fraudolenta dietro un’apparente circolazione lecita di merce”. Le società coinvolte nell’indagine “avrebbero ottenuto il duplice vantaggio di incrementare il proprio fatturato e di ottenere una remunerazione per il passaggio formale delle merci (con margine che variava, a seconda delle società coinvolte, tra un minimo del 4% e un massimo di circa l’11%), il tutto senza alcun concreto rischio imprenditoriale: Auchan e Gs acquistavano (e pagava) la merce dai buffer solo dopo che era stato effettuato un identico ordinativo dalle coinduit comunitarie (e il relativo pagamento) e anche le spese di trasporto e deposito erano a carico del fornitore o dell’acquirente”.

Le verifiche fiscali condotte dall’Agenzia delle Entrate, “hanno permesso di quantificare l’evasione d’Iva da parte delle società coinvolte per un importo pari a oltre 260 milioni di euro”. Per la procura contro le società finite nel mirino sono stati raccolti “elementi univoci e del tutto convincenti, incompatibili con la normale operatività commerciale e, invece, pienamente suggestivi dell’esistenza di una frode carosello”.

Nell’ordinanza di quasi 200 pagine della misura cautelare si evidenzia come per alcuni ci sia la necessità dell’arresto “onde garantire la cessazione delle condotte criminose e inibirne l’ulteriore prosecuzione” vista “la capacità a delinquere degli indagati, dimostrata dalla durata della frode, dal numero delle società coinvolte, dall’ammontare del danno prodotto all’erario e dalla capacità di coinvolgere operatori commerciali di notevoli dimensioni”. Non solo si sottolinea “l’utilizzo di stratagemmi di comunicazione (chat Telegram e WhatsApp, cancellazione automatica dei messaggi, utenze straniere) in modo da sfuggire alle indagini” o la “distruzione della contabilità e della documentazione” di alcune società “dimostrativa della pervicacia criminale degli indagati” che avrebbero la disponibilità di diverse società, tanto operative quanto cartiere.

Il gip Roberto Crepaldi ha disposto nei confronti dei 39 indagati e delle 15 società il sequestro di oltre 260 milioni, in particolare di circa 33,8 milioni di euro per Margherita distribuzione (già Auchan) e di quasi 26,3 milioni per Gs. Inoltre ha disposto gli arresti domiciliari per 9 persone e il divieto per quattro di esercitare imprese e uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese.