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Filosofi: l’illuminista Rousseau erborista, conferma in autografo accanto a fiore secco

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Parigi, 5 giu. – (Adnkronos) – Il grande filosofo illuminista Jean-Jacques Rousseau (1712-1778) fu anche un appassionato erborista, che ama collezionare piante e fiori. La conferma arriva dalla scoperta nell’Orto Botanico di Lione, in Francia, dell’autografo del pensatore ginevrino accanto a una foglia di ‘festuca ovina’ – una specie di pianta della famiglia delle Poacee, che forma cespugli compatti alti dai 20 ai 40 cm, dalle foglie sottili e di un verde grigiastro – tornata alla luce in mezzo a circa 213.000 piante secche

Passato inosservato per oltre due secoli, questo autografo è stato identificato – riferisce il quotidiano francese “Le Figaro” – dai funzionari del municipio di Lione incaricati di condurre una campagna per ripristinare la collezione di vecchi erbari nel giardino botanico. L’erbario in cui si trovava la pagina con la scritta di Rousseau non apparteneva però al pensatore svizzero: era stato raccolto dal botanico lionese Marc-Antoine Louis Claret de la Tourrette (1729-1793), con il quale il filosofo era in corrispondenza. Oltre a questo foglio ora riscoperto, ci sono solo altri sei erbari con l’autografo di Rousseau.

Contemporaneo del padre della botanica moderna Linneo (1707-1778), il naturalista svedese che diede nome e cognome alle piante, l’autore di “Il contratto sociale” e “Giulia o la nuova Eloisa” seguì attentamente l’andamento dell’inventario e della classificazione della flora a metà del XVIII secolo. Appassionato di piante fin dall’infanzia, Rousseau vi dedicò sempre più tempo con l’età, prendendo un gusto particolare – dagli anni Sessanta del Settecento – a queste pazienti indagini naturalistiche e alla corrispondenza con rinomati botanici del suo tempo, con i quali scambiava idee, punti di vista e soprattutto raccoglieva campioni. “Non conosco nessuno studio al mondo che si associ meglio ai miei gusti naturali di quello delle piante”, così professava nelle “Confessioni”. Nella sua abbondante corrispondenza, una serie di lettere inviate tra il 1771 e il 1774 a Madeleine-Catherine Delessert illustravano anche il suo piacere nell’insegnare, metodicamente, i rudimenti della botanica ad altri dilettanti.

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