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Farmaceutica, creatività e innovazione in comunicazione aziende in pandemia

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Roma, 9 giu. (Adnkronos Salute) – Creatività, innovazione, ‘contaminazione’ tra i diversi linguaggi del comunicazione in una nuova fusione tra digitale e tensione umana. Sono le strade percorse in questa difficile ‘era pandemica’ dalle aziende farmaceutiche che, in questi mesi, hanno dovuto reinventare l’approccio comunicativo sulla scienza, sui valori della ricerca e sul loro ruolo. E’ questo, in sintesi, ciò che è emerso oggi dall’incontro online ‘Il settore farmaceutico e le sfide del presente. Informare e comunicare la ricerca in tempo di crisi’, condotto Federico Luperi, direttore Innovazione & Nuovi media (Gmc) Adnkronos, all’interno del Forum della Comunicazione, evento dedicato alla comunicazione d’impresa e istituzionale, in corso fino a domani.

Durante l’evento si sono confrontati i rappresentanti di diverse aziende del settore farmaceutico, grandi e piccole, che hanno raccontato le modalità con cui sono state affrontate le sfide poste dall’inedito scenario Covid.

L’innovazione e il cambiamento di prospettiva sono risultati essere un denominatore comune tra chi ha scelto, per esempio, di comunicare direttamente al cittadino, attraverso strumenti digitali ma “dal cuore umano” (Guna), chi ha vestito i panni di editore multimediale e persino produttore cinematografico (Novartis Farma), chi ha cercato di stare vicino a medici, farmacisti e cittadini anche con una App di servizio (Uriach Italy), chi ha raccontato il ruolo della filiera e del fare sistema (Itelpharma Group), chi ha puntato molto sulla comunicazione interna e ha scelto la “non comunicazione” sulle donazioni effettuate (Alfasigma) e infine chi, nonostante le ridotte dimensioni, ha sperimentato la possibilità di comunicare più velocemente, sempre puntando su contenuti solidi (Omega Pharma).

Alla fine dell’incontro ciascuno ha indicato le parole chiave che invece caratterizzeranno la comunicazione nel prossimo futuro, libero da Covid. A partire da Barbara Aghina, responsabile scientifico nutraceutica e dispositivi medici Guna, che punterà a “semplificare, nella trasparenza. Dobbiamo essere più fruibili nel comunicare la scienza”, ha detto. Secondo Angela Bianchi, head of country Communications & Patient engagement Italy di Novartis Farma, “c’è voglia di rilancio. Punteremo sicuramente sul tema della sostenibilità. C’è voglia di fiducia e di progetti di valore”. Roberto Cassanelli, country director Uriach Italy, esprime invece la volontà “di adattarsi alla nuova normalità, utilizzando i migliori strumenti, digitali o di personale. E puntare sulla moralità che deve contraddistinguere le aziende nella missione che per noi è la salute”.

Secondo Silvia Cocuzza, head of communication, Media and Corporate relations Itel – Itelpharma Group, la parola chiave per il prossimo futuro resta “verità che fa rima con responsabilità. La comunicazione deve tornare a parlare di valore, di cose reali. Serve informare, ma anche formare gli utenti finali. Una missione etica, un’etica delle parole e dei gesti”.

La parola di Biagio Oppi, head of corporate communication & media relations Alfasigma, è invece “cura. Parto da quello che dice il nostro fondatore, ancora vivo e che ha 101 anni. Ci dice che siamo nati per prenderci cura delle persone. Non è detto che saranno farmaci nel futuro a farlo. Ma prendiamoci cura delle persone”. Infine per Michele Tomaselli, cmo Omega Pharma, “quello che ci portiamo da questo periodo, dal punto di vista della comunicazione verso il pubblico e i nostri colleghi, sono due concetti: collaborazione-condivisione e poi l’informazione intesa come aggiornamento costante sugli aspetti tecnologici che saranno ancora più parte del nostro bagaglio”.

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