Eni: procura Milano ‘cede’ a Brescia ultima parte dell’inchiesta su depistaggio
Milano, 22 ago. (Adnkronos) – La procura di Milano non si occupa più dell’inchiesta sui ‘depistaggi’ attribuiti a dirigenti Eni e finalizzati – tramite le controverse dichiarazioni di Piero Amara e Vincenzo Armanna – a inquinare, secondo l’ipotesi accusatoria, il processo per tangenti Eni-Nigeria. Lo hanno deciso gli stessi titolari dell’inchiesta, il procuratore aggiunto Laura Pedio con i pm Stefano Civardi e Monia Di Marco, dopo che a inizio agosto la procura generale della Corte di Cassazione ha accolto l’istanza di Amara e dell’ex numero due di Eni Antonio Vella e ha trasferito il fascicolo a Brescia per competenza territoriale. I pm milanesi – che di fatto hanno chiuso le indagini – restavano competenti solo sulle richieste di archiviazione di alcuni indagati, tra cui l’ad Eni Claudio Descalzi e l’ex manager Claudio Granata, ma ora hanno deciso di trasferire gli atti a Brescia, che diventa quindi l’unica procura lombarda competente.
