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Energia: Tabacci, ‘da stallo rigassificatori si può uscire in tempi ragionevolmente rapidi’

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Milano, 14 mag. (Adnkronos) – “I rigassificatori dovevano essere fatti nel 2003, quando sollevammo il tema con la Commissione Attività Produttive che allora presiedevo. Se ci fossimo mossi allora avremmo avuto tutto il tempo per realizzarli e non ritrovarci nelle condizioni di attuale dipendenza dal gas russo. Invece ci siamo rivolti ad un unico fornitore che usa la materia prima come elemento di ricatto. Dallo stallo sui rigassificatori si può uscire comunque in tempi ragionevolmente rapidi ora che tutti hanno compreso l’urgenza”. A dirlo all’Adnkronos è Bruno Tabacci, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, con delega al coordinamento della politica economica

“Si stanno acquistando un paio di rigassificatori mobili che saranno piazzati sulle navi e ci sono soluzioni alle quali Snam sta lavorando – rimarca Tabacci -. Dopodiché, il ministro Cingolani ha parlato di 18 mesi, non di un tempo più lungo e nel frattempo, anche gli industriali hanno avanzato la proposta di rifornirsi di gas liquefatto e rigassificarlo. Ne stanno discutendo con il ministro Cingolani. Se ne occuperebbero loro, verrebbe consegnato con le cisterne e poi attraverso dei piccoli rigassificatori lo riporterebbero allo stato gassoso. Esistono insomma idee interessanti su cui i tecnici stanno lavorando”.

Quanto al biometano, “le tecnologie sono in grande evoluzione – chiosa Tabacci – è chiaro che bisognerà fare un utilizzo intelligente di tutto. L’Italia sta meglio della Germania ad esempio, dispone di 5 metanodotti per il gas. C’è poi il tema sollevato dal presidente Draghi di porre a livello europeo un tetto al prezzo del gas che pure sarebbe di grande aiuto in questa fase di spinta inflazionistica molto forte. La storia degli ultimi anni ci dimostra che l’Europa fa i passi più importanti quando è costretta a farlo. Speriamo succeda di nuovo. Ma i problemi, vorrei segnalare, non li ha solo l’Europa, li ha soprattutto chi ha avviato senza nessun motivo sensato questa crisi, ovvero la Russia”.

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