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Energia: Csc, in Italia impatto maggiore su costi produzione, +8,8% in 2022

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Roma, 15 giu. – (Adnkronos) – I rincari delle materie prime energetiche stanno colpendo in particolare i paesi europei ma una analisi del Centro Studi Confindustria mostra che, in confronto a Francia e Germania, l’Italia è il paese dove il caro-energia rischia di produrre i maggiori danni. A politiche invariate, l’incidenza dei costi energetici sul totale dei costi di produzione per l’economia italiana si stima – secondo il CSC – che possa raggiungere l’8,8% nel 2022, più del doppio del corrispondente dato francese (3,9%) e quasi un terzo in più di quello tedesco (6,8%). Al 2022 si stima che l’incidenza dei costi energetici potrebbe raggiungere l’8,0% dei costi di produzione per l’industria italiana (dal 4,0% nel periodo pre-crisi), a fronte del 7,2% per l’industria tedesca (dal 4,0%) e del 4,8% di quella francese (dal 3,9%).

L’impatto per l’Italia si traduce – continua il centro studi – in una crescita della bolletta energetica stimata tra i 5,7 e i 6,8 miliardi su base mensile; per il solo settore manifatturiero, l’aumento è stimato in circa 2,3 – 2,6 miliardi al mese.