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Energia, Arera: “Con riduzione rotta russa cresce valenza strategica mediterraneo”

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Roma, 15 lug. (Adnkronos) – “Il venire meno della prevalenza della rotta russa avrà in prospettiva due esiti principali, da una parte l’inserimento del nostro paese (ma in realtà di tutta l’Europa) nella dinamica internazionale del mercato del Gnl, dall’altra un recupero della valenza strategica della nostra presenza nel contesto europeo e Mediterraneo”. Ad affermarlo è Stefano Besseghini, il presidente dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente in occasione della relazione annuale dell’Arera.

In ambito europeo Arera, anche in virtù della presidenza di Acer (l’Agenzia di cooperazione fra i regolatori europei dell’energia) e della partecipazione attiva al Consiglio europeo dei regolatori, sottolinea Besseghini, “ha svolto un ruolo di primo piano nel monitoraggio dell’impatto della crisi energetica nei diversi paesi europei e nell’analisi dei conseguenti interventi adottati dai rispettivi governi. D’altra parte, assume crescente rilievo l’attenzione che Arera ha sempre posto al dialogo tecnico ed istituzionale con le corrispondenti strutture degli altri paesi del Mediterraneo. Né è testimonianza la costante collaborazione con Algeria, Marocco, Egitto, Israele e l’azione propulsiva di Arera nell’ambito di Medreg, l’associazione dei regolatori dell’energia nel Mediterraneo, ma anche la recente attività di coordinamento fra i regolatori dei Paesi aderenti all’East Mediterranean Gas Forum”.

È bene ricordare, sottolinea Besseghini, “come quello europeo sia il più grande mercato elettrico a livello mondiale, con una struttura frutto di un complesso insieme di regole, introdotte in oltre vent’anni dall’avvio del processo di liberalizzazione. Acer, come la maggior parte degli analisti, identificando la radice del problema dell’aumento dei prezzi nel funzionamento del mercato del gas e in particolare in una serie di circostanze che hanno determinato un significativo squilibrio della domanda e dell’offerta di gas naturale, non ha tuttavia nascosto luci ed ombre dell’attuale disegno del mercato elettrico”.

Da una parte, rileva il presidente di Arera, “è innegabile che il modello di mercato abbia funzionato in tempi ‘ordinari’, soprattutto se integrato dalla capacità di dare segnali di lungo termine (ad esempio attraverso l’attivazione di mercati per la remunerazione della capacità), d’altra parte va riconosciuto che in situazioni straordinarie come quelle che si stanno vivendo è necessario prevedere interventi altrettanto straordinari, in grado di limitare le forti oscillazioni del costo dell’energia per i clienti. Questo dovrebbe avvenire rinforzando il livello di integrazione dei mercati e delle infrastrutture energetiche europee, nonché sviluppando la liquidità del mercato di lungo termine e l’efficacia degli strumenti di copertura dal rischio prezzo, ma anche guardando a soluzioni sperimentate al di fuori dell’Unione Europea”.

“Il potenziamento delle interconnessioni, l’ulteriore integrazione dei mercati di bilanciamento, il rafforzamento dei meccanismi di solidarietà appaiono le contromisure di medio periodo, sulle quali poggiare una aumentata estrazione di efficienza dai nostri sistemi energetici alle sollecitazioni esterne”, sottolinea Besseghini.