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Elica: sindacati, urgente incontro al Mise per scongiurare delocalizzazione

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Roma, 2 apr. (Adnkronos) – I sindacati chiedono urgente un incontro al ministero dello Sviluppo economico per scongiurare la delocalizzazione della produzione di Elica all’estero. Le segreterie nazionali di Fim, Fiom e Uilm, sottolineano in una nota unitaria Massimiliano Nobis, segretario nazionale Fim-Cisl, Barbara Tibaldi, segretaria nazionale Fiom-Cgil e Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm-Uil, “hanno scritto una lettera al ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti per chiedere, considerata la gravissima situazione dell’annunciata intenzione del trasferimento delle produzioni da parte del gruppo Elica, un incontro urgentissimo per scongiurare la delocalizzazione e l’aggravarsi delle tensioni sociali nel territorio di Ancona”.

Il piano di ristrutturazione annunciato da Elica, leader mondiale nella produzione di cappe aspiranti, sottolineano i sindacalisti, “è inaccettabile. Le lavoratrici e i lavoratori hanno da subito iniziato la mobilitazione e hanno scelto di restare in presidio permanente per protestare contro la decisione del management che prevede 409 esuberi su 560 dipendenti nel comprensorio di Ancona, la chiusura dello stabilimento di Cerreto D’Esi e la delocalizzazione del 70% delle produzioni in Polonia”.

La decisione dell’azienda, sottolineano, “rischia di provocare il disastro sociale e la desertificazione industriale del territorio”. Per Fim, Fiom e Uilm “l’unica soluzione possibile è il mantenimento delle produzioni nei siti di Fabriano, Cerreto D’Esi e Mergo e la tutela di tutta l’occupazione. Ci auguriamo che almeno stavolta il ministro Giorgetti risponda alla nostra richiesta e si interessi alle vicende dell’industria e del lavoro, verso cui continua ad ostentare la più assoluta indifferenza. Il passaggio di consegne fra il precedente e il nuovo Governo, ha difatti rappresentato la scusa per il ministro Giorgetti per tralasciare le vertenze industriali e defilarsi in un modo che probabilmente non ha precedenti nella storia repubblicana”.

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