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Elezioni: Berlusconi, ‘punire colpevoli ma carcere non sia luogo tortura’

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Roma, 3 nset. (Adnkronos) – “Oggi vi parlo delle condizioni vergognose del nostro sistema carcerario. Voglio fare una premessa: privare un essere umano della libertà personale è una cosa molto grave, ma in alcuni casi necessaria. Io sono un garantista, il che significa adottare il massimo delle attenzioni per salvaguardare un possibile innocente, ma sono convinto che i veri colpevoli vadano puniti, anche in maniera severa. Però lo Stato non può mai abbassarsi al livello dei criminali che vuole punire. Se il carcere diventa un luogo di tortura, di violenza, di promiscuità, allora non soltanto non serve a rieducare i detenuti, ma sortisce l’effetto opposto: anche chi è stato punito per una colpa lieve, nelle nostre carceri rischia di diventare un vero criminale”. Lo afferma Silvio Berlusconi, nella pillola quotidiana sul programma elettorale.

“E questo -aggiunge- per non parlare di chi è in carcere in attesa di giudizio e spesso poi si dimostra innocente. Pensate signori, da trent’anni sono 1000 persone all’anno, tre ogni giorno, ad andare in prigione senza aver commesso alcun reato, senza avere alcuna colpa, come poi risulterà dall’esito dei loro processi. La sintesi delle attuali situazioni: nelle carceri italiane sono recluse 55.000 persone, quando il numero di posti letto è di 50.000. In alcune carceri vi sono 12 detenuti in una sola cella, con un solo bagno in condizioni precarie. Le celle sono torride d’estate e gelide d’inverno. La possibilità di percorsi rieducativi è soltanto teorica, la qualità del cibo è pessima, il servizio sanitario è assolutamente carente. Il risultato è un suicidio ogni tre giorni, un detenuto che non ne può più si toglie la vita”.

“Io -scandisce il leader di Fi- mi vergogno di vivere in un Paese cha tratta degli esseri umani in questo modo, anche se sono esseri umani che hanno sbagliato. Mi vergogno davvero. E la mia cultura cristiana si ribella a questo stato di cose”.

“E allora che fare? Il primo impegno: dobbiamo costruire nuove carceri in numero adeguato che garantiscano ai detenuti delle condizioni di vita dignitose. Il secondo impegno: dobbiamo ampliare il più possibile le pene alternative al carcere. La detenzione carceraria dev’essere l’extrema ratio e solo per i reati più gravi. Come l’omicidio, la violenza sessuale, il terrorismo. Il terzo impegno: dobbiamo introdurre l’istituto della cauzione, per limitare al massimo le carcerazioni preventive. Il quarto impegno: dobbiamo migliorare le condizioni di lavoro degli agenti di custodia, che svolgono una attività ingrata in condizioni spesso drammatiche. E di tutto questo dobbiamo occuparcene subito”.

“Il grado di civiltà di un Paese -conclude Berlusconi- dipende anche dalla condizione delle sue carceri. Ed è nell’interesse di tutti che dal carcere escano cittadini riportati sulla strada dell’onestà e non criminali, carichi di risentimento e di odio verso lo Stato e verso gli italiani”.