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Elezione nuovo Papa, via al Conclave: chi è il cardinale Fridolin Ambongo Besungu

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(Adnkronos) – Figura di spicco dell’episcopato africano e punto di riferimento dell’impegno ecclesiale in difesa dei diritti e della giustizia sociale, il cardinale Fridolin Ambongo Besungu, 65 anni, rappresenta, al Conclave 2025 che dovrà eleggere il nuovo Papa, una Chiesa africana combattiva, radicata nella tradizione e capace di sfidare le derive del potere e della secolarizzazione.  Arcivescovo di Kinshasa, capitale della Repubblica Democratica del Congo, è oggi uno degli uomini di Chiesa più ascoltati del continente, ma anche una figura che divide: fermo difensore della dottrina morale cattolica, promotore della sinodalità, ma critico verso alcune aperture del pontificato di Francesco. Fridolin Ambongo nasce il 24 gennaio 1960 a Boto, villaggio nel nord-ovest del Congo, undicesimo figlio di una famiglia cattolica numerosa. Il padre è un raccoglitore di lattice, e la sua vocazione si radica in un contesto segnato dalla povertà ma anche da una fede vissuta con intensità. Nel 1981 entra tra i Frati Minori Cappuccini; pronuncia i voti perpetui nel 1987 e viene ordinato sacerdote l’anno successivo. La sua formazione teologica si completa a Roma, dove nel 1995 consegue la licenza in teologia morale all’Accademia Alfonsiana, discutendo una tesi sull’etica dello sviluppo in Zaire, anticipando molti temi della “Laudato si’”. Nel 2004, Giovanni Paolo II lo nomina vescovo di Bokungu-Ikela. Il suo percorso è in rapida ascesa: nel 2016 diventa arcivescovo di Mbandaka-Bikoro, e nel 2018 Papa Francesco lo designa coadiutore dell’arcidiocesi di Kinshasa, per poi assumerne la guida nello stesso anno. La sua creazione a cardinale avviene nel 2019, a 59 anni, con un chiaro segnale dell’attenzione di Francesco verso l’Africa. L’anno successivo viene incluso nel Consiglio dei Cardinali, incaricato di consigliare il Papa nella riforma della Chiesa universale. Dal 2023 presiede il Simposio delle Conferenze Episcopali di Africa e Madagascar (Secam), consolidando la sua influenza continentale. Ambongo è noto per la sua voce pubblica forte, talvolta polemica. Definendosi “una sentinella del popolo”, è stato uno dei più duri critici del presidente Félix Tshisekedi, denunciando elezioni irregolari, corruzione, repressione e diseguaglianze. La sua posizione gli è costata, nel 2024, un’accusa formale da parte della Corte di Cassazione congolese, che lo ha tacciato di “comportamento sedizioso”. L’episcopato congolese ha difeso il cardinale, minimizzando l’attacco come atto politico. Nel frattempo, Ambongo non ha esitato a sfidare pubblicamente il Vaticano: è stato uno dei principali oppositori africani del documento 'Fiducia supplicans', che apre alla possibilità di benedizioni pastorali per le coppie omosessuali. A gennaio 2024, ha firmato una lettera formale di dissenso, e ha ottenuto una deroga per l’Africa, confermando una posizione dottrinalmente conservatrice e culturalmente sensibile. Sebbene critico verso alcune derive teologiche occidentali, Ambongo è anche convinto promotore della sinodalità. La vede come un modo nuovo di essere Chiesa, ma appare in tensione con alcune correnti interne al processo sinodale che spingono su temi come il sacerdozio femminile o l’inclusione liturgica di famiglie non conformi alla dottrina tradizionale. 
Difensore del celibato sacerdotale, dell’identità liturgica africana (sostiene il rito zairese) e della dottrina sulla famiglia, Ambongo cerca una sintesi tra radicamento culturale e fedeltà al Magistero. È favorevole all’inculturazione liturgica e pastorale, e crede che l’Africa sia il futuro della Chiesa, ma non risparmia critiche al clero locale: la sua diocesi di Kinshasa, pur centrale, non ha invertito il calo vocazionale, in controtendenza rispetto ad altre aree del continente. Il cardinale Ambongo rappresenta una Chiesa del Sud globale, giovane, appassionata, capace di parlare alle masse e di contrastare tanto il colonialismo economico quanto le mode culturali occidentali. Ma è anche una figura divisiva: il suo stile diretto, la sua opposizione a certe aperture pastorali, e le accuse giudiziarie subite, lo rendono una voce profetica per alcuni, problematica per altri. Nel conclave, potrebbe raccogliere consensi tra cardinali africani, asiatici e latinoamericani che desiderano un cambiamento profondo nella Chiesa, ma rischia di scontrarsi con settori europei e nordamericani più favorevoli a un’evoluzione dottrinale. Tuttavia, in un’epoca di instabilità globale, la sua voce potrebbe apparire come quella di un Papa "del Sud", coraggioso e radicato, capace di parlare al mondo con il linguaggio della giustizia e della verità. (di Paolo Martini) —[email protected] (Web Info)

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