Egitto: Bonino, ‘bene liberazione Zaki ma questione diritti umani è più aperta che mai’
Roma, 21 lug. (Adnkronos) – “Certamente la liberazione di Zaki non è dovuta al buon cuore del generale Al Sisi. E’ il risultato di una serie di pressioni diplomatiche, della politica, dell’opinione pubblica, dell’insistente presenza dell’Università di Bologna, della Farnesina che si è mossa con il suo peso: non saremmo arrivati allo straordinario risultato della liberazione di Patrick senza un gioco di squadra che ha visto in campo tanti soggetti diversi, dalle associazioni dei ricercatori, alla stessa Giorgia Meloni. Ma ci sono altri che sono stati liberati, insieme a Zaki? Mi sembra di no. E allora che cosa vogliamo chiudere qui? Il caso Egitto è drammaticamente aperto”. Lo scrive Emma Bonino, leader di +Europa, in un articolo su Il Riformista.
“Non si chiude qui il caso Regeni, che temo non arriverà mai a una soluzione. Ma in Egitto ci sono non so quante centinaia, se non migliaia, di cosiddetti ‘avversari politici’ in carcere. Centinaia, se non migliaia, di persone di cui le famiglie non sanno più niente. E per i quali non sono noti i capi di imputazione. Ci sono studenti, attivisti, blogger, influencer, persone che postavano sui social network la loro posizione critica, il loro punto di vista e che spariscono nel vuoto. Bene dunque il passetto della liberazione di Zaki – sottolinea Bonino – ma il caso Egitto rimane aperto”. “Giorgia Meloni, dopo anni in cui urlava l’urgenza di un blocco navale armato, si è trasformata nella paladina dei partenariati con il Nord Africa. So che la presidente Meloni ha convocato una conferenza sul Mediterraneo, nei prossimi giorni. Oltre ai migranti vorrei capire se qualcuno accenna anche alla questione dei diritti civili, perché la grazia a Patrick Zaki non basta. Anzi, non solo non basta. Non è neanche un inizio”, conclude Bonino.
