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Economia: Intesa Sp, frena crescita globale, inflazione in calo (2)

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(Adnkronos) – Per l’Italia stime di crescita al rialzo per il Pil, al 6,2% nel 2021 e al 4,3% nel 2022. L’economia potrebbe recuperare i livelli pre-Covid “già entro la metà del prossimo anno, anche se l’output gap si chiuderà verosimilmente solo nel 2023, e il recupero dei ritmi di crescita pre-pandemici è rimandato, nel nostro scenario, al 2024”. Dal lato della domanda, la crescita 2022 sarà trainata ancora dai consumi, che vediamo espandersi di oltre il 5% anche l’anno prossimo. Gli investimenti rallenteranno dopo i ritmi a due cifre di quest’anno, mantenendo però “un tono molto robusto (stimiamo un 6,3% nel 2022 dal 15,8% del 2021), grazie anche agli effetti degli incentivi fiscali e dei programmi infrastrutturali inclusi nel Pnrr”.

I rischi sono legati “agli effetti delle strozzature all’offerta e dello shock energetico, nonché agli sviluppi della quarta ondata pandemica. Inflazione in area euro: il trend nel 2022 sarà discendente, ma aumenta l’incertezza L’inflazione nell’area euro ha visto una rapida accelerazione negli ultimi mesi, sino a toccare il 4,9% a/a di novembre” (massimo da quando esiste una serie comparabile ovvero almeno dal 1998). I continui rialzi sono spiegati da fattori una tantum (il ripristino delle aliquote Iva in Germania, il rimbalzo dei prezzi dell’energia e l’aumento dei prezzi degli input per via dei problemi della catena di approvvigionamento nell’industria) e, in misura minore, dall’effetto riaperture (rincari dei prezzi dovuti al ritorno di domanda nei settori dei servizi in precedenza soggetti a restrizioni). In prospettiva, rimane probabile che il rialzo dell’inflazione sia transitorio, ma si prevede che non scomparirà rapidamente.

Lo scenario previsionale include dinamiche pronunciate del prezzo dell’energia. L’aumento del prezzo del gas naturale e il conseguente effetto di trascinamento sul petrolio manterranno la crescita dei listini energetici a due cifre anche nel primo semestre 2022; la discesa che seguirà dal trimestre primaverile manterrà comunque i prezzi più elevati rispetto al 2020, a causa del basso livello degli stoccaggi. Secondo le previsioni degli analisti, nel 2022 “in media d’anno l’indice generale dei prezzi dovrebbe crescere di 3,1%, in accelerazione dal 2,6% stimato nel 2021”. Il contributo principale arriverà dall’indice sottostante (circa il 50%), mentre l’energia spiegherà circa il 40% della crescita dei prezzi. Il trend nel corso dell’anno prossimo dovrebbe essere discendente, con un possibile picco a marzo ed aprile (al 3,6%) e un minimo a novembre (all’1,9%).

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