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Dl sicurezza, Calenda contro Balboni: “Vuoi fare il fascista? Ci vediamo a Colle Oppio”

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(Adnkronos) – "Se vuoi fare il fascista di Colle Oppio ci vediamo a Colle Oppio. A me non puoi accostarmi alla criminalità organizzata". Al
leader di Azione Carlo Calenda, non sono andate giù le parole in Aula dell'FdI presidente della commissione Affari costituzionali del Senato Alberto Balboni che aveva attaccato l'opposizione ritornando sulla vicenda Cospito e sulle visite in carcere degli esponenti della minoranza. Visibilmente contrariato, Calenda ha cercato di raggiungere il banco dove era seduto lo stesso Balboni, fermato dai commessi che si sono interposti, evitando il contatto tra il leader di Azione e il meloniano. Poco prima dello scontro Calenda aveva cercato di tenere bassi i toni, stigmatizzando la protesta in Aula delle opposizioni ("Questo provvedimento, al netto di alcuni articoli condivisibili, è illiberale e inutile. Certo se la risposta della sinistra è sdraiarsi per cinque minuti in mezzo all'aula allora la destra ha davvero un'autostrada davanti"). Poi invece la situazione è sfuggita di mano, con lo stesso Calenda (come Renzi) che non hanno preso parte al voto di fiducia. "Io mi sono limitato a fare una domanda per mettere in rilievo come certo buonismo, alla fine, finisce per fare il gioco di chi dovremmo considerare tutti quanti avversari, era una domanda retorica che intendeva dire che per stare sempre dalla parte dei buoni si finisce per stare dalla parte dei cattivi", ha detto poi Balboni, partecipando al flash mob di Fdi per l'approvazione del dl sicurezza, tornando sullo scontro in Aula con le opposizioni dopo le sue parole su criminalità organizzata e sulle visite ai terroristi e mafiosi in carcere. "Noi invece stiamo dalla parte della gente per bene, perché le leggi servono a tutelare le persone per bene -assicura- . Se qualcuno si è offeso ho chiesto già scusa in Aula, però voglio dire queste sono anime candide che si offendono a orologeria però, perché si offendono solo quando dici delle cose a loro sgradite, quando invece qualcuno insulta noi applaudono, allora se sono anime candide devono esserlo sempre, non solo quando insultano noi. Se insultano noi applaudono, se uno fa una domanda si offendono". "C'è un nuovo regolamento in aula da oggi, si può dire tutto quello che si pensa in aula, tranne ciò che è sgradito al Pd. Si sono seduti in mezzo all'aula per protestare contro un disegno di legge che a loro parere comprime il diritto di manifestare le proprie opinioni, ebbene, in aula ho espresso la mia opinione. Posso esprimere la mia opinione o no? Mi hanno eletto per questo".  Poi parla dello scontro con Calenda: "Se Calenda ha inteso che mi riferissi a lui, o mi sono spiegato male io o non ha ascoltato lui. Però non credo che qualcuno possa sostenere che io mi riferivo a Calenda, io mi riferivo all'atteggiamento di chi parlando per difendere i più deboli finisce per schierarsi dalla parte della criminalità organizzata", conclude. —[email protected] (Web Info)

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