Def: Meloni, ‘previsioni al rialzo, a fine anno speriamo anche migliori’
Roma, 22 apr. (Adnkronos) – “Abbiamo presentato un Documento di Economia e Finanza serio, le previsioni della crescita del Pil sono riviste al rialzo con responsabilità, l’economia va meglio grazie agli interventi messi in campo sin dal suo insediamento dal Governo, in primis la Legge di bilancio, al calo del prezzo delle materie prime, al rallentamento dell’inflazione e alla ripresa dei consumi, dovuta anche al clima di fiducia che si registra in Italia da quando è in carica l’attuale Esecutivo”. Lo ha detto il premier, Giorgia Meloni, in un’intervista a ‘Milano Finanza’.
“Dall’ipotesi di recessione preventivata da molti – ha proseguito – o anche dalle previsioni di un timido +0,6% del Pil 2023 contenute nel Documento Programmatico di Bilancio dello scorso novembre, passare ad una crescita del Pil dell’1% non è un risultato di poco conto, considerando inoltre le basse percentuali di crescita che l’Italia ha fatto registrare negli ultimi 20 anni, escluso il biennio post pandemia. Vorremmo poi ritrovarci a fine anno nella condizione di annunciare risultati migliori rispetto a quanto attualmente previsto e non, come avvenuto molto spesso in passato, a dover rivedere al ribasso, anche in maniera marcata, le previsioni contenute nel Def”.
“Proseguiamo – aggiunge Meloni – sulla strada della riduzione graduale del deficit e del debito pubblico rispetto al Pil, confermando gli obiettivi di indebitamento netto già dichiarati a novembre nel Documento Programmatico di Bilancio, ossia 4,5% quest’anno, 3,7% nel 2024 e 3,0% nel 2025. L’obiettivo per il 2026 viene posto pari al 2,5%. Entro quest’anno ci sarà un taglio dei contributi sociali a carico dei lavoratori dipendenti con redditi medio-bassi di oltre 3 miliardi che va ad aggiungersi al taglio di 3 punti percentuali già realizzato con la Legge di bilancio”.
“Tuteliamo il potere d’acquisto delle famiglie e favoriamo la crescita salariale – ha rivendicato Meloni -. Fin dall’inizio abbiamo lavorato con realismo, anche per non assecondare la spirale inflazionistica. Sappiamo che non ci può essere una robusta crescita senza stabilità dei prezzi ed equilibrio finanziario”.
“Abbiamo salvaguardato i conti non rinunciando però allo spazio di bilancio necessario per avviare il programma con il quale il centrodestra si è presentato alle elezioni, per avviare politiche espansive e tutelare famiglie e imprese, abbiamo gettato le basi per far ripartire l’economia italiana. E ciò, nonostante lo scenario sia il peggiore dal Dopoguerra, con la crisi pandemica appena superata e l’invasione russa dell’Ucraina che hanno creato enormi squilibri geopolitici. I mercati hanno risposto in maniera positiva alla nostra serietà, come dimostrano la curva dello spread e l’andamento della borsa italiana, hanno fiducia nelle capacità del nostro governo”.
“Abbiamo davanti a noi un orizzonte lungo e obiettivi chiari: la crescita del Pil, il calo del debito, lo stimolo alla creazione di nuovi posti di lavoro, il benessere degli italiani. Un forte impulso alla crescita arriverà dalla riforma fiscale – ha detto con convinzione il premier -, una vera rivoluzione attesa da più di mezzo secolo, inoltre con la riforma dei mercati finanziari vogliamo dare alle piccole e medie aziende l’occasione per svilupparsi e raggiungere le dimensioni che servono per competere”.
