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Dazi, Schillaci: “Per i farmaci nodo delicato, ma con stop 90 giorni tempo per soluzioni”

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(Adnkronos) – "Ieri sera abbiamo avuto questa sorpresa dello stop temporaneo per almeno 90 giorni" dei dazi Usa, "che ha avuto delle ripercussioni importanti da subito sulla Borsa americana ieri sera e stamattina era anche sulle principali borse europee. E' un tema delicato e il Governo da subito si è attivato. Il primo ministro probabilmente il giorno 17 aprile sarà negli Stati Uniti. Io credo che sia un argomento nel quale ci vuole buonsenso, ci vuole negoziazione. Se guardiamo poi al mondo del farmaco, in particolare, si tratta di un argomento sensibile". Lo ha detto il ministro della Salute Orazio Schillaci, intervenendo oggi all'evento 'Salute e sanità, il doppio binario', in corso al Palazzo dell'Informazione Adnkronos a Roma. "Io colgo positivamente il fatto che la data sia stata posticipata di 3 mesi – ha sottolineato Schillaci – Questo dà tempo per trovare delle soluzioni". "All'inizio – ha ricordato il ministro – i farmaci non erano stati messi tra gli oggetti di questi dazi. E su questo faccio una riflessione: come sapete gli Stati Uniti, ma come anche molti Paesi europei, dipendono per tanti principi attivi da altre nazioni, penso alla Cina, all'India. Quindi il fatto di applicare i dazi potrebbe avere poi delle ripercussioni anche sulla disponibilità dei farmaci per i cittadini americani. Quindi è un argomento sensibile, che credo vada inquadrato all'interno di tutto il problema dei dazi".  "Viene molto esaltato il problema del tipo di rapporto" di lavoro che dovrebbero avere i medici di famiglia con il Servizio sanitario nazionale, dipendenza o convenzione. Ma questo "non è un argomento che mi esalta particolarmente, nel senso che io credo che sarebbe giusto lasciare ai medici la scelta", fa poi chiarezza su quella che è la sua visione sul futuro dei medici di medicina generale, intervenendo oggi all'evento, Il dibattito su una riforma è acceso e si gioca su più livelli, con le Regioni e con i rappresentanti della categoria medica. "Nessuno fa una considerazione – riflette il ministro – Oggi 2 terzi delle persone che studiano Medicina sono donne, e le donne forse hanno anche delle esigenze diverse dagli uomini, forse preferiscono in qualche caso avere un tipo di rapporto" lavorativo "diverso. E allora io credo che sia giusto lasciare, soprattutto a chi entra in questo sistema, la libertà di scelta. E poi magari, dopo 2 o 3 anni, andare a vedere quanti hanno scelto la libera professione, il convenzionamento, e quanti hanno scelto invece di diventare dipendenti del sistema sanitario regionale. Ma questo – rimarca il ministro – è un argomento importante, ma non è il primo argomento. Il primo argomento è che i medici di medicina generale devono agire in team all'interno delle Case di comunità". —[email protected] (Web Info)

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