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Dazi di Trump, Meloni: “Impatto affrontabile. Panico può creare danni peggiori”

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(Adnkronos) – Il "panico" e "l'allarmismo" possono causare "danni ben maggiori di quelli strettamente connessi con i dazi" Usa. A pensarla così è la premier Giorgia Meloni: queste le sue parole nel corso della riunione del Consiglio dei ministri. "Pochi giorni fa, in un'audizione davanti al Parlamento europeo, la presidente della Bce Lagarde ha detto che 'un dazio statunitense del 25% sulle importazioni dall'Europa ridurrebbe la crescita dell'area dell'euro di circa 0,3 punti percentuali nel primo anno'. Quindi, dei dazi al 20% dovrebbero portare a una riduzione del Pil europeo inferiore allo 0,3% finora stimato. È certamente un impatto significativo, ma di un ordine di grandezza affrontabile", ha sottolineato Meloni. "Molto diversa", ha osservato quindi la presidente del Consiglio, "è la situazione che si potrebbe creare nel caso in cui si scatenassero panico e aspettative negative tra i consumatori, portando quindi a una contrazione dei consumi e degli investimenti delle imprese. Il compito di tutte le Istituzioni, non solo del Governo, è quello di riportare l'intera discussione alla reale dimensione del problema". Per la premier "è presto per valutare le conseguenze effettive prodotte" dall'introduzione dei dazi "sul nostro Pil e sulla nostra economia". "Come ho già detto, penso che questa decisione dell'amministrazione Trump sia sbagliata, perché le economie delle Nazioni occidentali sono fortemente interconnesse e politiche protezionistiche così incisive danneggeranno non solo l'Unione europea ma anche gli Stati Uniti", ha quindi aggiunto.   "Qualsiasi ostacolo agli scambi internazionali è penalizzante per una Nazione come l'Italia, che ha una lunga tradizione di commercio con l'estero e che può contare sulla grande forza del Made in Italy. I dazi tra economie equivalenti, per noi, non sono mai una buona notizia". "Ciò detto", ha sottolineato la presidente del Consiglio, "è importante non amplificare ulteriormente l'impatto reale che la decisione americana può avere. Le esportazioni italiane negli Stati Uniti valgono circa il 10% del totale. L'introduzione di dazi può, forse, ridurre questa quota di export ma è ancora presto per quantificarne l'effetto e per capire quanto i nostri prodotti saranno effettivamente penalizzati". In ogni caso l'obiettivo del governo "è avere in tempo breve un'idea il più possibile chiara, per l'economia italiana e del quadro complessivo, dell'impatto e dei settori maggiormente danneggiati nei diversi scenari, una linea d'azione per sostenere quelle filiere, un set di proposte da portare in Europa su come affrontare e rispondere a questa crisi e una linea di negoziato con gli Stati Uniti. Ci troviamo davanti a un'altra sfida complessa, ma abbiamo tutte le carte in regola per superare anche questa", ha quindi aggiunto. "Ho deciso di chiedere ai due vicepremier, al ministro dell'Economia, dell'Industria, dell'Agricoltura, delle Politiche europee, di vederci lunedì pomeriggio e di portare ciascuna per la propria competenza uno studio sull'impatto che questa situazione può avere per la nostra economia", ha annunciato sottolineando: "Lo stesso gruppo di lavoro del governo, che da ora deve sentirsi prioritariamente impegnato sul tema, si confronterà anche con i rappresentanti delle categorie produttive, che sono stati convocati a Palazzo Chigi per martedì 8 aprile. Ci confronteremo anche con loro, per trovare le soluzioni migliori". Per affrontare la questione dazi Usa decisi da Donald Trump "bisognerà, ovviamente avviare una trattativa con gli Stati Uniti. Credo che questo nuovo choc che colpisce l'Europa, dopo la pandemia e la guerra in Ucraina ancora in corso, possa essere l'occasione per affrontare questioni che l'Unione europea ha trascurato da tempo", ha detto ancora Meloni. "Penso alle regole ideologiche e non condivisibili del Green Deal, al rafforzamento della competitività delle nostre imprese, all'accelerazione del mercato unico e alla necessità di una maggiore semplificazione, visto che siamo soffocati dalle regole. Dobbiamo riflettere su questi punti, che hanno rappresentato di fatto dei 'dazi' che l'Unione europea si è autoimposta", ha proseguito.   —[email protected] (Web Info)

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