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Da misura taglia-bollette a stop legge fine vita: i nodi sul tavolo del governo

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(Adnkronos) – Da un provvedimento taglia-bollette per aiutare le famiglie, all'impugnazione della legge della Regione Toscana sul fine vita, passando per la revisione del decreto Albania e i fondi per l'investimento in Difesa. Sono molti i noti da sciogliere ma non saranno tutti sul tavolo del Consiglio dei ministri di lunedì pomeriggio. Mentre di sicuro all'ordine del giorno figura il decreto in materia di reclutamento e funzionalità delle Pubbliche amministrazioni, che dovrebbe contenere qualche modifica rispetto alla bozza circolata la settimana scorsa.  In Cdm potrebbe tuttavia essere affrontato anche il tema del caro bollette, che sarà al centro di un decreto ad hoc allo studio del governo – tale provvedimento, però, non figura nell'ordine del giorno del Consiglio diffuso da Palazzo Chigi e difficilmente dovrebbe essere adottato lunedì. A parlare di questa ipotesi è stato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani: un provvedimento sulle bollette "sarà portato lunedì al Cdm. Purtroppo, sarò in Egitto, ma bisogna lavorare per tutelare in qualche modo le famiglie", ha spiegato il segretario di Forza Italia. "Bisogna fare in modo che il prezzo dell'energia non gravi sulle imprese e sulle famiglie – ha aggiunto Tajani -, i ministri competenti studieranno come intervenire e su quali settori. Poi in Cdm si vedrà e sarà presa una decisione". I tempi però potrebbero slittare. Del resto, proprio il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ieri aveva assicurato che da parte del governo c'è "attenzione massima" rispetto all'andamento dei prezzi dell'energia e all'impatto sulle bollette, annunciando una norma in materia per le prossime settimane. Proseguono le interlocuzioni tra gli alleati anche sulla rottamazione delle cartelle esattoriali, misura cara soprattutto a Salvini e alla Lega. "Non siamo contrari, se ci sono i mezzi perché no? Ma una tantum. Prima bisogna fare le cose strutturali", ha precisato Tajani. Per Salvini, la pace fiscale è "una scelta di buonsenso, in linea col programma elettorale, e che dà ossigeno agli italiani in buonafede".  Intanto il governo si prepara a stoppare la legge sul fine vita della Regione Toscana. L'impugnazione non avverrà subito: il nodo probabilmente non verrà sciolto nel Consiglio dei ministri di lunedì, ma in una riunione successiva del Cdm. "Se dipendesse da me, la legge andrebbe impugnata. Però ne parleremo. Non è una questione di competenza regionale, serve una competenza nazionale su questo argomento", le parole pronunciate da Tajani ieri, a margine dell'anniversario della firma dei Patti lateranensi. Una posizione che pare condivisa dalla maggioranza dei ministri che compongono il governo. Sul tema si è espresso il governatore del Veneto Luca Zaia, che in un'intervista a Repubblica ha invocato una legge nazionale sul suicidio medicalmente assistito anticipando che presto nella sua Regione sarà diramata una circolare per "fissare delle regole". E anche il vicepremier e numero uno della Lega Matteo Salvini è intervenuto sui social, chiedendo ai suoi follower un'opinione su una possibile legge del Parlamento che stabilisca "criteri, modi e tempi per permettere ai malati terminali di decidere, in piena coscienza, di porre fine alla propria esistenza". Tecnici al lavoro sul nuovo decreto Albania, con il quale il governo punta a 'superare' il terzo stop della magistratura al protocollo d'intesa sui centri per i migranti siglato da Giorgia Meloni ed Edi Rama. Gli sherpa di Palazzo Chigi e del Viminale stanno mettendo a punto il provvedimento, che non arriverà sul tavolo del Consiglio dei ministri di lunedì pomeriggio. "Non siamo ancora pronti con il dl", spiega all'Adnkronos un'autorevole fonte di governo, sottolineando però come non ci siano "nodi politici" alla base della cautela con cui si sta procedendo: "Sono in corso tutte le necessarie verifiche tecniche". L'orientamento resterebbe quello di convertire le strutture costruite in Albania in Cpr senza però modificare l'accordo sottoscritto con il Paese balcanico. Al centro delle riflessioni anche il tema non secondario dei costi legati all'operazione. La prossima settimana sarà a Roma il commissario Ue alla migrazione Magnus Brunner e non si esclude un faccia a faccia con Meloni.  Sullo sfondo continua a pesare la questione sugli investimenti per la Difesa, sollecitati dalla nuova amministrazione americana di Donald Trump. Palazzo Chigi ha accolto "con soddisfazione" l'annuncio della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, "riguardante nuove iniziative volte a incrementare gli investimenti nel settore della difesa", a partire "dall'esclusione di tali spese dal Patto di Stabilità", come richiesto da tempo dall'Italia. Per la Presidenza del Consiglio "si tratta di un primo, fondamentale passo nella giusta direzione, che dovrà essere seguito anche dall'istituzione di strumenti finanziari comuni". Il governo si dice poi "pronto a lavorare costruttivamente con le istituzioni europee e con gli altri Stati membri per raggiungere insieme questi importanti obiettivi", partendo dalla prossima presentazione del Libro bianco della difesa dell'Ue. La premier Meloni ieri ha preso le difese del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, attaccato dal Cremlino per il suo discorso all'università di Marsiglia della scorsa settimana, dove aveva paragonato la Russia al Terzo Reich nazista per il conflitto in Ucraina: "Gli insulti della portavoce del ministero degli Esteri russo, che ha definito 'invenzioni blasfeme' le parole del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, offendono l'intera Nazione italiana, che il Capo dello Stato rappresenta", si legge in una nota. La premier ha espresso la sua "piena solidarietà, così come quella dell'intero governo", al Presidente Mattarella, "che da sempre sostiene con fermezza la condanna dell'aggressione perpetrata ai danni dell'Ucraina". —[email protected] (Web Info)

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