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Covid: Vo’ Euganeo azzera le quarantene in classe con la sanificazione dell’aria

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Roma, 23 mar. (Adnkronos) – Mentre l’Italia va verso l’annunciata fine dell’emergenza pandemica, allentando progressivamente le misure di protezione finora in vigore, crescono i positivi al Covid ma, di pari passo, anche le possibilità di prevenzione e cura dalla malattia. Osservando il numero delle infezioni fra gli alunni (fonte Miur), si registra infatti un numero trascurabile di trasmissioni fra compagni di classe, laddove gli ambienti sono dotati di sanificatori d’aria. Lo rileva l’osservatorio di Fellowes, multinazionale del benessere nei luoghi di lavoro, commentando i dati epidemiologici delle scuole italiane nelle ultime settimane.

Il più significativo riscontro pratico arriva da Vo’ Euganeo, località legata indissolubilmente allo scoppio della pandemia in Italia: “Da oltre un anno, tutte le aule della scuola media sono dotate di sanificatori Aeramax Pro e nessuna di queste ha più sospeso la didattica in presenza per quarantena durante le ultime due ondate – spiega il professor Alfonso D’Ambrosio, Dirigente Scolastico dell’IC Lozzo Atestino (PD) – Pur trattandosi di una mera constatazione e non di una misurazione scientifica, siamo arrivati alla conclusione che, nei luoghi chiusi e molto frequentati, come appunto le nostre aule, i dispositivi di purificazione dell’aria siano fondamentali nella prevenzione aspecifica delle infezioni aerodiffusibili”.

Uno studio del Policlinico San Martino di Genova, condotto alla fine del 2021 sugli stessi purificatori d’aria, è arrivato alla medesima constatazione, attestandone un’efficacia pari al 99,9999% nell’eliminazione del Sars-COV2 fluttuante al chiuso, con un solo passaggio d’aria. Per gli studiosi si tratta di un risultato che, unitamente ai progressi nella prevenzione e nella terapia, può consentire non solo il ritorno alla normalità ma un futuro più consapevole sulla prevenzione delle infezioni da virus e batteri volatili. “Nel nostro Paese entrano in vigore nuove regole di convivenza, ma occorre ancora massima attenzione fra i banchi di scuola o in ufficio, soprattutto per i più fragili”, sottolinea Alberto Izzotti, Professore di Igiene, Medicina Preventiva e Salute Pubblica presso l’Università di Genova e Direttore di Unità Operativa presso il Policlinico San Martino di Genova.

L’evidenza scientifica circa la sanificazione dell’aria come misura di prevenzione ambientale anti Covid, che già l’anno scorso ha trovato grande apertura nelle Marche (l’unica regione a stanziare fondi per le scuole), è arrivata il mese scorso sui tavoli del Governo. E a breve Roma definirà le linee guida sulle specifiche tecniche in merito all’adozione dei dispositivi.

La pandemia ha portato sotto i riflettori il problema della salubrità dei luoghi pubblici, di studio o di lavoro, in un paese come l’Italia, dove molti di questi spazi sono allocati in edifici datati o storici che purtroppo non sono stati ottimizzati dal punto di vista della qualità dell’aria.

“Molte scuole oggi si trovano nei centri di città con alti tassi di smog, dove è difficile o addirittura sconsigliabile aprire le finestre per cambiare aria -conclude Izzotti-. La purificazione dell’aria va vista come azione imprescindibile per eliminare i batteri ed i virus aero-diffusibili. Non solo il virus Sars-COV2 ma molti altri agenti batterici che causano patologie gravi, quali morbillo, rosolia, tubercolosi o meningite. Per ridurre al minimo questa eventualità, secondo la scienza, ogni individuo dovrebbe avere a disposizione 32 metri cubi d’aria in una stanza, un valore praticamente impossibile da rispettare senza interventi di ampliamento strutturale”.

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