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Covid: primario Niguarda Milano, ‘in intensiva 70% no vax, tra 2 settimane picco contagi’

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Milano, 12 gen. (Adnkronos) – “Oggi in terapia intensiva il 70% dei pazienti ricoverati non è vaccinato, mentre il 30% lo è. Tuttavia, non credo che la situazione peggiorerà ancora. Se continuiamo così, c’è la probabilità che nel giro di una settimana o al massimo due si arrivi al plateau” dei contagi. A dirlo all’Adnkronos è Roberto Fumagalli, direttore della terapia intensiva dell’ospedale Niguarda di Milano. E aggiunge: “Sappiamo che spesso le previsioni sono fallaci ma sulla base di quello che stiamo vivendo può darsi che tra 15 giorni la situazione sia migliore”.

Nonostante in Lombardia i ricoveri siano in continua crescita e i contagi ieri abbiano superato quota 45mila casi al giorno, la situazione legata al Covid 19 e alla variante Omicron per Fumagalli è sotto controllo. “Ci sono tutte le premesse corrette per affrontare questa fase – osserva -. L’apertura dei posti letto nell’ospedale in Fiera (che scatterà da venerdì prossimo, ndr) sicuramente darà la possibilità di tamponare progressivamente l’incremento di pazienti che hanno bisogno di essere ricoverati in terapia intensiva”. Una conseguenza di questo incremento, fa notare, “sarà la rimodulazione delle altre attività degli ospedali, con l’esigenza di ridurre gli interventi chirurgici elettivi affinché ci sia disponibilità di personale che vada in Fiera”.

Attualmente al Niguarda i pazienti non vaccinati che arrivano in terapia intensiva sono più giovani dei vaccinati: “hanno tra i 65 e i 66 anni – sottolinea – mentre chi è vaccinato ha in media 70 anni. I non vaccinati prima della malatia avevano meno comorbilità ed erano più sani ma muoiono di più e chi sopravvive passa più tempo in terapia intensiva”. Un altro fenomeno che si sta verificando con frequenza, evidenzia Fumagalli, è quello dei pazienti che arrivano in ospedale con una malattia oncologica o cardiovascolare ma che poi risultano positivi al tampone per il Covid. “Il nostro ospedale è molto impegnato – spiega – stiamo aumentando globalmente il numero di posti letto Covid e stiamo dedicando posti anche ai pazienti positivi ma con altre malattie. Grazie a degli specialisti stiamo realizzando dei settori per curare questi pazienti”.

Ulteriori misure drastiche da parte del governo, tuttavia, non crede siano necessarie. “Si deve cercare di convincere le persone a vaccinarsi – avverte -. L’obbligo vaccinale è stata una cosa molto utile ma il non vaccinato non deve sentirsi discriminato, si deve convincere del fatto che il vaccino fa bene a lui e alla collettività”.

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