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Covid: obbligo green pass per 23 mln lavoratori, Draghi ‘dl per continuare ad aprire Paese’

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Roma, 16 set. (Adnkronos) – Diventa obbligatorio per tutti i lavoratori, del pubblico e del privato. Nonché per le colf, le baby sitter, le badanti. Ma anche per chi lavora a partita Iva, per chi presta occasionalmente un servizio, si pensi solo all’elettricista o all’idraulico. Ai quali, sulla soglia di casa, non sarà più soltanto richiesto di indossare la mascherina, ma -a partire dal 15 ottobre, dunque appena un mese di tempo per adeguarsi- di favorire il green pass. Stessa richiesta per deputati e senatori. Passa da qui l’ultima accelerazione del governo Draghi per spingere una campagna vaccinale giunta all’ultimo miglio. Ma è il miglio più complicato da coprire, perché c’è da convincere lo zoccolo duro, non solo i no-vax ma anche i più timorosi, quelli che temono il vaccino più del Covid. Un dl “necessario per continuare ad aprire il Paese”, le parole con cui il premier Mario Draghi ha accompagnato il via libera del Cdm alle misure.

Alle 10.30, puntuale, inizia a Palazzo Chigi la cabina di regia. Subito prima, alle 9, il premier Mario Draghi vede i ministri Daniele Franco e Roberto Cingolani per fare il punto sulle misure necessarie per scongiurare il rincaro delle bollette: lo stop alla stangata arriverà, ma solo nel prossimo Cdm. Poi il dossier green pass. Tutti d’accordo, in cabina di regia, sulla necessità di estendere l’obbligo al pubblico e al privato, qualche dubbio sullo smart working -a chiedere delucidazioni il ministro Federico D’Incà, poi un confronto vivace tra Renato Brunetta e lo stesso Draghi- e frizioni tra il ministro Dario Franceschini e il responsabile della Salute Roberto Speranza sulla capienza degli eventi, frizioni che tornano a farsi largo anche durante il Cdm. Il leghista Giancarlo Giorgetti chiede che si inizi a ragionare sulla riaperture delle discoteche. Ma per il resto tutto fila liscio, ben oltre le più rosee aspettative, tant’è che il testo viene approvato all’unanimità. E si cerca di tendere la mano anche al fronte sindacale -ieri i leader di Cgil, Cisl e Uil sono stati ricevuti a Palazzo Chigi- calmierando i prezzi dei tamponi: scenderanno a 8 euro per gli under 18 e a 15 per tutti gli altri, anche in farmacia.

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