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Covid: Marcolin, ‘chiesto aiuto a governo per imprese moda, bene ripartenza tavolo’

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Milano, 13 mag. (Adnkronos) – “La pandemia ha fortemente colpito la moda, che ha visto calare il proprio fatturato di oltre il 26% nel 2020; le imprese hanno dovuto fermare la produzione durante il primo lockdown, flussi turistici e consumi si sono ridotti determinando grossi problemi non solo ai grandi marchi, che fanno da traino, ma soprattutto alle piccole e medie imprese della filiera, che molto spesso non hanno più di 10-15 dipendenti e non superano i 5 milioni di fatturato. In questa situazione molte sono state costrette a chiudere e a chiedere, per la prima volta, aiuto al governo, senza contare la cassa integrazione che è stata utilizzata per il 900% in più rispetto all’anno precedente”. Lo ha detto Cirillo Marcolin, presidente di Confindustria moda, intervenendo all’incontro ‘Il rilancio del made in Italy e la ripartenza del sistema Italia post pandemia’, al Luxury summit del Sole 24 ore.

“Con una certa soddisfazione -spiega Marcolin- recentemente siamo stati chiamati alla ripartenza del tavolo della moda, nato nel 2016 e che per tre anni ha avuto un stop; il ministro Giorgetti ci ha convocato quindici giorni fa e abbiamo avuto modo di esprimere le problematiche delle imprese, soprattutto quelle piccole e medie, e formulare le nostre richieste”. Tra queste, “abbiamo chiesto l’estensione degli ammortizzatori sociali almeno fino al termine del 2021, ma soprattutto abbiamo pensato al futuro: la federazione che io rappresento ha lavorato alacremente per presentare al governo idee e proposte sul pnrr”.

Tra i punti su cui ci siamo concentrati, l’innovazione: “Abbiamo chieste risorse importanti per potenziare le fiere internazionali e per favorire la partecipazione delle nostre imprese alle fiere”; inoltre, “bisogna favorire l’istruzione: dobbiamo far capire alle famiglie l’importanza della formazione tecnico professionale. Bisogna potenziare la didattica, che sia più confacente alle esigenze delle imprese e favorire una rapporto scuola-lavoro più stretto”. Tra i temi affrontati anche “la sostenibilità, l’inclusione e la parità di genere”.

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