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Covid, la giuslavorista Ingrao: “Costruire nuovo modello normativo per smartworking”

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Milano, 20 mar. (Adnkronos/Labitalia) – “Nello smartworking è importante costruire un nuovo modello normativo, delle regole, che impediscano la deriva verso una forma di subordinazione tecnologica”. Lo ha detto la giuslavorista Alessandra Ingrao, dell’Università di Milano, commentando i risultati dell’inchiesta sul lavoro in smart working nel settore dell’Ict a Milano realizzata dalla Fiom Cgil di Milano, resa nota oggi in occasione dell’evento ‘Lo smartworking è sostenibile?’, svoltosi nell’ambito della Milano Digital Week ‘Città equa e sostenibile’.

“Lo smartworking – ricorda – così come era nato nella legge 81 del 2017 è una tipologia contrattuale regolata che dà vita una modalità di prestazione da remoto molto diversa da quella che si è affermata durante la recente pandemia. Bisogna puntare su tre punti fondamentali connessi: bisogna assicurare in maniera effettiva il diritto alla disconnessione, alla connessione e alla riconnessione”.

“Il diritto alla disconnessione – spiega – è previsto dalla legge 81, eppure molti lavoratori ancona non lo conoscono. Il diritto presuppone che il dispositivo debba essere disconnesso dal server aziendale, cosicché il lavoratore non debba farsi carico di non rispondere a chiamate o messaggi. La connessione, invece, resta a carico degli individui qualora l’azienda non supporti i costi, considerando anche la postazione. Infine, la riconnessione è il diritto, una volta, terminata la pandemia, di ritornare in ufficio e poter contrattare le condizioni con cui tornare, evitando la completa spersonalizzazione da isolamento connessa alla sindrome della capanna. Bisogna, dunque, che il diritto del lavoro potenzi e sostenga la contrattazione dei rappresentanti dei lavoratori affinché partecipano al processo di formazione delle regole”.

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